Cassazione: diritto al trasferimento del lavoratore che assiste un familiare disabile
La Cassazione conferma il diritto del lavoratore di trasferirsi per assistere un familiare disabile, applicabile anche dopo l’inizio del rapporto di lavoro.
La Cassazione conferma il diritto del lavoratore di trasferirsi per assistere un familiare disabile, applicabile anche dopo l’inizio del rapporto di lavoro.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 29 del 2019, stabilisce che i diritti del lavoratore, in caso di cessione del ramo d’azienda dichiarata illegittima, non si limitano al risarcimento del danno ma includono anche il diritto alla retribuzione se il datore rifiuta di ricevere la prestazione lavorativa offerta.
La Cassazione stabilisce che l’adibizione a mansioni usuranti non giustifica il risarcimento per mobbing, richiedendo prova del nesso causale con la patologia.
La Cassazione stabilisce che ai dipendenti delle cooperative deve essere garantito un trattamento economico non inferiore ai minimi previsti dai contratti collettivi del settore, a prescindere dal CCNL applicato.
Il Tribunale di Parma, con la sentenza n. 383 del 18.02.2019, stabilisce che le tutele applicabili ai contratti a tempo determinato convertiti in indeterminati per via giudiziale non seguono il Jobs Act, ma l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Il Tribunale di Cassino ha stabilito che la disdetta unilaterale di un accordo aziendale è legittima se non compromette l’adeguatezza della retribuzione secondo l’art. 36 della Costituzione.
La Cassazione stabilisce che, in caso di perdita di un appalto, i lavoratori da licenziare devono essere scelti tra tutti i dipendenti dell’azienda, non solo quelli impiegati nell’appalto perso.
La Cassazione ha stabilito che è legittimo il licenziamento di un lavoratore che utilizza i permessi sindacali per fini personali, qualificando l’assenza come mancato svolgimento della prestazione per fatto imputabile al lavoratore.
La Cassazione ha dichiarato illegittimo un licenziamento per g.m.o. basato su una futura fusione aziendale, sottolineando che le ragioni giustificative devono sussistere al momento del licenziamento.
La Cassazione, con la sentenza n. 4224 del 13.02.2019, chiarisce che la semplice inerzia del lavoratore dopo la scadenza di un contratto a termine non implica automaticamente la risoluzione del rapporto per mutuo consenso.