La tutela della integrità psico-fisica del lavoratore, le responsabilità e il risarcimento del danno.
Responsabilità datoriale e risarcimento del danno all’integrità psico-fisica del lavoratore. Criteri di accertamento e liquidazione.
Responsabilità datoriale e risarcimento del danno all’integrità psico-fisica del lavoratore. Criteri di accertamento e liquidazione.
Con la sentenza del 28.05.2026, il Tribunale di Gorizia afferma che ha diritto a vedersi riconosciuto il temine di comporto lungo il dipendente che, pur non avendo informato direttamente il datore, ha comunicato la sua patologia via whatsapp ai colleghi titolati a ricevere la documentazione medica.
Con la sentenza 3766/2026, il Tribunale di Lecce afferma che, in caso di licenziamento orale, è il dipendente che ha l’onere di provare la volontà datoriale di estrometterlo.
Con la sentenza 718/2026, il Tribunale di Castrovillari afferma che, in materia di sanzioni amministrative conseguenti all’omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali, il termine di 90 giorni previsto per la notifica degli estremi della violazione ha natura decadenziale.
Con la sentenza 15670/2026, la Cassazione ribadisce che la valutazione della gravità e proporzionalità della condotta rientra nell’attività sussuntiva e valutativa del giudice di merito, che deve tener conto degli elementi concreti della fattispecie.
Con l’ordinanza 19193/2026, la Cassazione afferma che, se il fatto che dà luogo a sanzione disciplinare ha anche rilievo penale, il principio della immediatezza della contestazione non può considerarsi violato dal datore di lavoro che sceglie di attendere l’esito degli accertamenti svolti in sede penale.
Con l’ordinanza 17208/2026, la Cassazione afferma che il radicale difetto di contestazione dell’infrazione determina l’inesistenza dell’intero procedimento, ma non comporta la nullità del licenziamento.
Con l’ordinanza 20229/2026, la Cassazione afferma che, ai fini del riconoscimento dell’esonero dal lavoro notturno del dipendete caregiver, è ininfluente il grado di invalidità del congiunto che risulta essere a carico del lavoratore.
Con l’ordinanza 14077/2026, la Cassazione afferma che le infrazioni già punite con sanzione conservativa non possono assumere ulteriore valore, ai fini della recidiva, se non accompagnate da una nuova condotta disciplinarmente rilevante.
Con l’ordinanza 20601/2026, la Cassazione ribadisce che non è legittima la disdetta unilaterale da parte del datore di lavoro del contratto collettivo applicato, seppure accompagnata da un congruo termine di preavviso.