CORTE DI CASSAZIONE

Rapporti di lavoro Retribuzione

Cassazione: il superminimo che non è stato assorbito nei precedenti aumenti contrattuali diviene non assorbibile per effetto di un uso aziendale

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Con l’ordinanza 23704/2026, la Cassazione afferma che il reiterato non assorbimento del superminimo individuale in occasione di molteplici rinnovi del CCNL integra un uso aziendale che esclude la possibilità di assorbimento del predetto superminimo.

Rapporti di lavoro Retribuzione

Cassazione: licenziamento illegittimo, retribuzione dovuta anche se il dipendente rifiuta la reintegra in una sede diversa

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Con l’ordinanza 23919/2026, la Cassazione afferma che, in ipotesi di riforma della sentenza dichiarativa della illegittimità del licenziamento, il lavoratore ha diritto alla retribuzione maturata dalla data della reintegrazione anche laddove non abbia svolto la prestazione, se la società – nel relativo periodo – ha esercitato nei suoi confronti i tipici poteri datoriali.

Decentramento e appalti Rapporti di lavoro

Appalti privati sotto assedio: i limiti posti da Procure, contrattazione collettiva e giurisprudenza

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Oggi gli appalti privati sono sotto l’occhio non solo della magistratura del lavoro, ma anche delle Procure della Repubblica. A ciò si aggiunga che, talvolta, i limiti alle esternalizzazioni sono posti anche dalla contrattazione collettiva.

Inquadramento, mansioni, mobilità professionale Rapporti di lavoro

Cassazione: l’adibizione a mansioni superiori in sostituzione del lavoratore assente dà diritto al nuovo inquadramento?

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Con la sentenza 23718/2026, la Cassazione afferma che una successione di assegnazioni a mansioni superiori, se ciascuna di esse risulta inferiore ai limiti temporali previsti dal CCNL, non determina automaticamente il diritto all’inquadramento al livello superiore.

Licenziamenti individuali Rapporti di lavoro

Cassazione: nessun automatismo tra interdittiva antimafia e licenziamento

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Con l’ordinanza 14273/2026, la Cassazione afferma che è legittimo il licenziamento irrogato a un dipendente, formalmente inquadrato come impiegato, ma ritenuto, sulla base dell’interdittiva antimafia ricevuta dalla società datrice, soggetto dotato di un ruolo sostanziale di dominio e condizionamento all’interno della stessa società.

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