Contratti di produttività, il premio medio supera i 1.800 euro annui
Il premio medio annuo riconosciuto agli oltre 3,8 milioni di lavoratori coperti da un contratto di produttività supera i 1.800 euro.
Il premio medio annuo riconosciuto agli oltre 3,8 milioni di lavoratori coperti da un contratto di produttività supera i 1.800 euro.
UN primo commento alla proposta di CGIL , CISL e UIL per un accordo interconfederale in materia di rappresentanza
Tra gennaio e aprile 2026 il premio medio annuale corrisposto a ciascun lavoratore è passato da 1.712 a 1.794 euro, con un aumento di oltre 80 euro rispetto alla rilevazione al 15 gennaio del 2026. Una prima evidenza del rapporto sulla detassazione dei premi di risultato redatto con cadenza mensile dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Il Ministero del Lavoro ha diffuso dati aggiornati al 16 marzo 2026 sulla detassazione dei premi produttività e contrattazione di II° livello. Sono 10.314 i contratti ancora attivi nel mese.
Dagli oltre 4.300 accordi analizzati dall’ l’ Osservatorio della contrattazione di secondo livello della CISL emerge un quadro in crescita dove la contrattazione decentrata si conferma luogo privilegiato dove si costruiscono risposte concrete alle sfide che interessano il mondo del lavoro e dell’impresa.
I premi medi di produttività per i lavoratori salgono a 1.712,78 euro lordi annui, con un incremento rispetto all’anno precedente. L’aliquota di tassazione è ridotta all’1% fino a 5.000 euro grazie alla detassazione prevista dalla Legge di Bilancio.
L’articolo esplora il report del Ministero del Lavoro sulla detassazione dei premi di produttività, con 19.548 contratti attivi e benefici per oltre 5 milioni di lavoratori.
L’articolo esamina la diffusione dei premi di risultato per 5 milioni di lavoratori, con un importo medio di 1.608 euro. Analizza la distribuzione dei contratti e le agevolazioni fiscali previste.
La Legge 26 settembre 2025, n. 144 introduce un trattamento salariale minimo in Italia, rafforzando la contrattazione collettiva e stabilendo criteri per i trattamenti economici minimi dei contratti collettivi nazionali.
Dal 2025, oltre 146mila contratti di produttività attivi, con premi detassati per 4.7 milioni di lavoratori. La maggior parte dei contratti proviene da accordi aziendali, con un significativo incremento rispetto al 2024.