Cassazione: iscrizione ipotecaria e prescrizione dei contributi INPS
La Cassazione chiarisce che l’iscrizione ipotecaria non interrompe la prescrizione dei contributi INPS, a meno che non sia un atto di costituzione in mora.
La Cassazione chiarisce che l’iscrizione ipotecaria non interrompe la prescrizione dei contributi INPS, a meno che non sia un atto di costituzione in mora.
La Cassazione, con la sentenza n. 19610 del 18.09.2020, stabilisce che i permessi studio spettano solo per la durata legale del corso di laurea, escludendo i lavoratori-studenti fuori corso.
La Cassazione, con la sentenza n. 17491 del 2020, stabilisce che l’invalidità del trasferimento d’azienda non trasferisce il rapporto di lavoro al cessionario, mantenendolo presso il cedente.
L’articolo discute la responsabilità del committente per infortuni nei suoi locali, secondo la Cassazione, che conferma l’obbligo di tutelare i lavoratori.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 18960 del 2020, stabilisce che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è tardivo se il datore si prende un periodo congruo per valutare la compatibilità della malattia del dipendente con gli interessi aziendali.
La Cassazione, con la sentenza n. 18661 del 2020, stabilisce che i lavoratori possono richiedere il risarcimento per danni da omessa contribuzione entro dieci anni dalla prescrizione del diritto degli istituti previdenziali.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 18959 del 11.09.2020, stabilisce che in caso di crisi aziendale, l’imprenditore può distaccare i dipendenti in sedi distanti oltre 50 km senza consenso.
La Cassazione, con la sentenza n. 18956 del 11.09.2020, ha stabilito che l’invio tardivo del certificato medico legittima il licenziamento per assenza ingiustificata.
La Cassazione stabilisce che in un contratto d’appalto pubblico di servizi, il vantaggio per il lavoratore non è un diritto patrimoniale diretto. La sentenza ribalta la decisione della Corte d’Appello, chiarendo che per configurare un contratto a favore di terzo, il vantaggio deve essere intenzionalmente attribuito.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 14973 del 2020, chiarisce l’applicabilità del codice degli appalti ai committenti privati, sottolineando la responsabilità solidale in specifici contesti.