Cassazione: tempo tuta retribuito solo se è il datore ad imporne le modalità
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15763 del 07.06.2021, stabilisce che il tempo tuta è retribuito solo se il datore di lavoro ne impone le modalità.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15763 del 07.06.2021, stabilisce che il tempo tuta è retribuito solo se il datore di lavoro ne impone le modalità.
La Cassazione penale, con la sentenza n. 20416 del 24.05.2021, stabilisce che non aggiornare il DVR con le misure anti-COVID-19 non costituisce reato di epidemia colposa.
L’articolo discute la sentenza della Corte di Giustizia Europea che conferma l’efficacia diretta dell’articolo 157 TFUE, permettendo ai lavoratori di invocare la parità di retribuzione per lavori di pari valore.
La Cassazione, con la sentenza n. 15118 del 31.05.2021, chiarisce che i recessi per motivo oggettivo conclusi nell’ambito della procedura ex art. 7 della L. 604/1966 non si computano ai fini del licenziamento collettivo.
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 2362 del 12.03.2021, ha stabilito che un licenziamento per cessazione dell’attività è nullo se non viene provata la messa in liquidazione della società.
L’articolo analizza un’ordinanza della Cassazione che stabilisce come la condotta di un lavoratore possa essere sussunta nelle clausole generali del CCNL, anche se formulate in modo generico, per il riconoscimento della reintegra.
La Cassazione, con la sentenza n. 12632 del 12.05.2021, stabilisce che un trasferimento disciplinare per incompatibilità ambientale non costituisce mobbing, poiché l’intento è ripristinare la serenità lavorativa.
Il Tribunale di Bari, con la sentenza n. 926 del 25.03.2021, ha stabilito che nei licenziamenti per violazione dell’obbligo di fedeltà, la tempestività della contestazione deve essere valutata in senso relativo, considerando la complessità del caso e dell’organizzazione aziendale.
Il Tribunale di Belluno ha stabilito che è legittimo per i datori di lavoro impedire l’accesso al luogo di lavoro al personale sanitario che rifiuta il vaccino anti-COVID-19, in base all’art. 4 del DL 44/2021.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che il risarcimento per abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego non è soggetto a tassazione, considerandolo come perdita di chance di un’occupazione migliore.