Cassazione: l’incidente in pausa caffè non è coperto dall’assicurazione INAIL
La Cassazione ha stabilito che gli incidenti durante la pausa caffè non sono coperti dall’assicurazione INAIL, poiché non rientrano nelle attività lavorative.
La Cassazione ha stabilito che gli incidenti durante la pausa caffè non sono coperti dall’assicurazione INAIL, poiché non rientrano nelle attività lavorative.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 31109 del 02.11.2021, stabilisce che il committente non è responsabile in solido per l’indennità sostitutiva delle ferie e dei permessi, ma solo per i crediti di natura retributiva.
La Cassazione, con la sentenza n. 25901 del 2021, stabilisce che nel lavoro pubblico le deroghe al potere disciplinare sono limitate a specifici casi legali, come quando il fatto è oggetto di procedimento penale.
La Cassazione stabilisce che nel pubblico impiego non è possibile convertire un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato, anche in caso di violazioni normative.
La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità della richiesta di restituzione della NASpI anticipata in caso di lavoro subordinato, sottolineando la coerenza con le finalità antielusive.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 29365 del 2021, stabilisce che il risarcimento per reintegra deve coprire l’intero periodo tra licenziamento e sentenza, anche se il dipendente ha raggiunto l’età pensionabile.
La Cassazione, con la sentenza n. 27782 del 12.10.2021, stabilisce che le deroghe unilaterali alla contrattazione integrativa da parte del datore di lavoro pubblico sono ammesse solo in casi eccezionali e specifici, rispettando i principi di correttezza e buona fede.
La Cassazione stabilisce che un pubblico dipendente può essere licenziato per ragioni disciplinari anche dopo essere andato in pensione, in linea con i principi di legalità e buon andamento della PA.
L’ordinanza n. 29637 del 22.10.2021 della Cassazione stabilisce che l’INPS deve essere parte necessaria nei giudizi per la regolarizzazione contributiva dei lavoratori.
La Cassazione, con la sentenza n. 26454 del 29.09.2021, stabilisce che nelle procedure di licenziamento collettivo le imprese devono rispettare le quote rosa, mantenendo proporzionalmente la manodopera femminile.