ISTAT: il lavoro da remoto in Italia. L’istruzione fattore determinante.
Il censimento permanente della popolazione condotto dall’Istat relativamente al 2023 rileva una correlazione diretta tra livello di istruzione e ricorso al lavoro
da remoto.
Il censimento permanente della popolazione condotto dall’Istat relativamente al 2023 rileva una correlazione diretta tra livello di istruzione e ricorso al lavoro
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Il Tribunale di Busto Arsizio ha stabilito che negare lo smart-working a un lavoratore fragile è discriminatorio. La sentenza riguarda una dipendente oncologica a cui è stato riconosciuto un risarcimento.
L’OCSE aggiorna il Commentario al Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni, introducendo nuovi criteri per definire la Stabile Organizzazione nel contesto del lavoro da remoto transfrontaliero.
Lo smart working, secondo la Banca d’Italia, non ha influenzato la produttività delle aziende tra il 2019 e il 2023. L’analisi indica un effetto medio nullo su ricavi, forza lavoro e costi, ma evidenzia benefici per le aziende già preparate al lavoro da remoto.
Il Tribunale di Ragusa ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente che ha lavorato in smart-working senza autorizzazione.
La Legge 18 luglio 2025 n. 106 introduce nuove disposizioni per congedi, permessi e smart working per lavoratori con malattie oncologiche, invalidanti e croniche.
Il Tribunale di Vicenza stabilisce che la residenza del lavoratore in smart-working non determina la competenza territoriale per il giudizio.
L’articolo discute le nuove disposizioni del Collegato Lavoro riguardanti lo smart working, sottolineando l’importanza delle comunicazioni obbligatorie entro cinque giorni dall’inizio effettivo del lavoro agile.
La Cassazione, con la sentenza n. 605 del 2025, stabilisce che i lavoratori disabili hanno diritto allo smartworking per evitare discriminazioni, imponendo ai datori di lavoro di apportare ragionevoli accomodamenti.
L’Italia aderisce al Framework Agreement sul telelavoro transfrontaliero, permettendo opzioni per la legislazione previdenziale applicabile, anche retroattivamente, entro il 30 giugno.