Istat: occupati stabili a luglio +307mila. Disoccupazione cala al 5,8%
L’ ISTAT ha diffuso dati aggiornati in merito all’andamento dell’occupazione nel mese di luglio 2026.
L’ ISTAT ha diffuso dati aggiornati in merito all’andamento dell’occupazione nel mese di luglio 2026.
Dopo dieci trimestri consecutivi in cui le retribuzioni erano cresciute più dell’inflazione, nel secondo trimestre del 2026 si è registrata un’inversione di tendenza. I dati ISTAT aggiornati a giugno 2026.
Prima lieve frenata degli occupati in Italia nel 2026. Se a maggio il dato annuale è ancora positivo per 228mila unità, rispetto al mese precedente Istat segnala un calo di 22.000 posizioni, il primo dal dicembre 2025.
Relativamente al mese di aprile 2026, l’ ISTAT certifica la crescita degli occupati e la diminuzione di disoccupati e inattivi
A febbraio 2026 gli occupati sono diminuiti di 29mila unità su gennaio (-0,1%) e i disoccupati sono aumentati di 36mila. A certificarlo è l’ ISTAT nella nota mensile sull’andamento degli occupati e disoccupati nel mese di febbraio 2026
Il censimento permanente della popolazione condotto dall’Istat relativamente al 2023 rileva una correlazione diretta tra livello di istruzione e ricorso al lavoro
da remoto.
Aumentano gli occupati (+80mila) ma solo tra gli uomini. E se la disoccupazione scende al minimo storico, crescono ancora gli inattivi.
L’Istat ha pubblicato la nota mensile sull’occupazione in Italia a Dicembre 2025, evidenziando un calo degli occupati rispetto al mese precedente, con una crescita degli autonomi e una stabilità nei dipendenti permanenti.
Nel 2025, le retribuzioni contrattuali registrano un incremento del 3,1%, segnando un parziale recupero rispetto all’inflazione. L’ISTAT rileva una crescita marcata nel settore privato e stabilità nella pubblica amministrazione.
A novembre 2025, il numero di occupati in Italia è diminuito di 34mila unità rispetto al mese precedente, con un calo del tasso di occupazione al 62,6% e una disoccupazione scesa al 5,7%, il livello più basso dal 2004. Il tasso di inattività è salito al 33,5%.