Corte d’Appello di Perugia: il verbale ispettivo può essere impugnato giudizialmente?
Con la sentenza del 09.04.2024, la Corte d’Appello di Perugia afferma che il verbale di accertamento dell’Ispettorato del Lavoro non […]
Con la sentenza del 09.04.2024, la Corte d’Appello di Perugia afferma che il verbale di accertamento dell’Ispettorato del Lavoro non […]
L’articolo analizza un’ordinanza della Cassazione riguardante il licenziamento per inidoneità fisica e le conseguenze della violazione dell’obbligo di repechage.
La Cassazione conferma il licenziamento di un lavoratore che ha offeso l’azienda su Facebook, ritenendo la condotta lesiva dell’immagine aziendale e legittimando il recesso dal rapporto di lavoro.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 9009 del 2024, stabilisce che l’indennità sostitutiva delle ferie non godute deve essere soggetta a contribuzione previdenziale e rientra nel calcolo dell’indennità di buonuscita per i dipendenti pubblici.
La Corte d’Appello di Milano, con la sentenza n. 65 del 23.01.2024, affronta il tema della responsabilità del datore di lavoro in caso di mancata applicazione del massimale contributivo INPS, sottolineando condizioni e limiti dell’esonero.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 11730 del 2024, stabilisce che il lavoratore può agire contro il datore per omissioni contributive, anche senza danno previdenziale.
La Cassazione, con ordinanza n. 10263 del 2024, chiarisce che nel rito Fornero si possono introdurre eccezioni nuove in fase di opposizione, se basate sugli stessi fatti.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 11543 del 30.04.2024, stabilisce che si perde il diritto alla NASPI se non si comunica all’INPS l’attività lavorativa autonoma concomitante alla disoccupazione.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 10640 del 2024, chiarisce che il mancato raggiungimento degli obiettivi non legittima il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, a meno che non ci siano parametri di diligenza non rispettati.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 10663 del 19.04.2024, stabilisce che spetta al datore di lavoro provare il pagamento della retribuzione, anche se il dipendente ha firmato la busta paga.