La sicurezza nei luoghi di lavoro ai tempi del COVID-19
L’articolo esplora la responsabilità datoriale nell’ambito della sicurezza sul lavoro ai tempi del COVID-19, esaminando le normative e le misure necessarie per proteggere i lavoratori.
L’articolo esplora la responsabilità datoriale nell’ambito della sicurezza sul lavoro ai tempi del COVID-19, esaminando le normative e le misure necessarie per proteggere i lavoratori.
Il Tribunale di Roma riconosce il diritto al risarcimento per i dirigenti esclusi dalle procedure di licenziamento collettivo, a causa del mancato recepimento della Direttiva europea 98/59/CE da parte dell’Italia.
Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 5685 del 04.03.2020, ha stabilito che un lavoratore in precarie condizioni di salute può ricorrere d’urgenza per evitare trasferimenti dannosi.
Il Tribunale di Firenze ha stabilito che le piattaforme di consegna pasti devono fornire ai riders dispositivi di protezione contro il COVID-19.
Il Tribunale di Ferrara ha stabilito che i selfie scattati da un lavoratore in nero all’interno dell’azienda possono dimostrare un rapporto di lavoro subordinato, accertando la presenza del dipendente nella sua postazione lavorativa.
Il Tribunale di Milano chiarisce gli obblighi del datore di lavoro quando un dipendente diviene inabile a causa di una malattia di lunga durata. La sentenza n. 2843 del 24.12.2019 stabilisce che il datore deve adottare misure organizzative per garantire il diritto del lavoratore alla prestazione, evitando il licenziamento.
Il Tribunale di Milano ha stabilito che le offese razziali sul luogo di lavoro costituiscono discriminazione ai sensi del D.Lgs. 215/2003, condannando il datore di lavoro e il collega responsabile.
Il Tribunale di Roma solleva una questione di legittimità costituzionale sull’art. 4 del D.Lgs. 23/2015 riguardante l’indennità per licenziamenti con violazioni formali.
Il Tribunale di Padova ha stabilito la legittimità dell’uso di un’agenzia investigativa per monitorare le condotte illecite di un dipendente, confermando il licenziamento per giusta causa.
Il Tribunale di Firenze ha stabilito che è discriminatorio non prevedere flessibilità oraria per i dipendenti con figli, condannando un ente per regole lavorative troppo rigide.