Cassazione: è sufficiente la fondatezza di uno solo degli addebiti contestati per giustificare il recesso
La Cassazione stabilisce che è sufficiente la fondatezza di uno solo degli addebiti per giustificare il licenziamento disciplinare.
La Cassazione stabilisce che è sufficiente la fondatezza di uno solo degli addebiti per giustificare il licenziamento disciplinare.
La Cassazione stabilisce che il regime di decadenza per l’impugnazione del licenziamento non si applica ai contratti di collaborazione a progetto, in assenza di un atto datoriale specifico.
La Cassazione stabilisce che nei giudizi per la riformulazione delle graduatorie concorsuali è necessario il contraddittorio con tutti i partecipanti coinvolti.
La Cassazione esclude la tenuità del fatto per falsa attestazione in servizio, anche per un solo episodio di timbratura del cartellino al posto di un collega.
La Cassazione, con la sentenza n. 395 del 2020, stabilisce che il doppio termine di decadenza non si applica ai dirigenti per licenziamenti ingiustificati.
La Cassazione ha dichiarato illegittimo il trasferimento collettivo di lavoratori appartenenti alla stessa organizzazione sindacale, evidenziando la natura antisindacale di tale condotta.
La Cassazione chiarisce che per il riconoscimento della qualifica superiore si deve valutare la prevalenza delle mansioni svolte. In caso di mansioni promiscue, l’attribuzione dipende dalla continuità e rilevanza delle attività.
Il Tribunale di Firenze ha stabilito che è discriminatorio non prevedere flessibilità oraria per i dipendenti con figli, condannando un ente per regole lavorative troppo rigide.
La Cassazione, con la sentenza n. 27384 del 25.10.2019, chiarisce che il conferimento di una posizione organizzativa è a discrezione dell’Ente locale, che può anche sopprimerla.
La Cassazione, con la sentenza n. 30865 del 26.11.2019, stabilisce che i vizi formali nel licenziamento collettivo comportano tutela indennitaria, mentre la reintegra è prevista solo per vizi procedurali che violano i criteri di scelta.