Consiglio di Stato: quando si integra il mobbing nel pubblico impiego
Il Consiglio di Stato chiarisce quando si configura il mobbing nel pubblico impiego, analizzando una sentenza riguardante un dipendente della Polizia Penitenziaria.
Il Consiglio di Stato chiarisce quando si configura il mobbing nel pubblico impiego, analizzando una sentenza riguardante un dipendente della Polizia Penitenziaria.
La Cassazione ha stabilito che la responsabilità del datore di lavoro per un infortunio non viene meno con la presenza di un preposto, ma il datore mantiene una posizione di garanzia.
La Cassazione ha stabilito che costringere i dipendenti ad accettare retribuzioni inferiori costituisce estorsione, ribaltando una precedente assoluzione.
La Cassazione chiarisce che le decadenze previste dall’art. 32 della L. 183/2010 non si applicano in assenza di un provvedimento scritto che neghi la titolarità del rapporto di lavoro.
Il Tribunale di Brescia stabilisce che un socio di maggioranza può essere anche dipendente della stessa società, purché non detenga tutti i poteri gestionali.
La Corte di Giustizia UE stabilisce che un lavoratore disabile dichiarato inidoneo deve essere ricollocato in un altro ruolo, salvo oneri sproporzionati per il datore.
Il Tribunale di Foggia chiarisce che le dichiarazioni rese dai lavoratori in sede ispettiva non costituiscono prova certa, accogliendo l’opposizione di un’impresa contro l’INPS.
La Cassazione stabilisce che nel pubblico impiego il licenziamento può avvenire senza attendere l’irrevocabilità della sentenza penale.
La Cassazione, con la sentenza n. 41889 del 29.12.2021, stabilisce che nel lavoro a turni, se il riposo settimanale avviene oltre il settimo giorno, spetta solo la maggiorazione del compenso e non il risarcimento per usura psico-fisica.
La Cassazione, con la sentenza n. 2378 del 2022, stabilisce che offendere una dipendente in presenza di altri costituisce reato di maltrattamenti, ledendo la dignità della vittima.