Cassazione: le condotte omissive del dipendente giustificano il licenziamento
La Cassazione, con l’ordinanza n. 30427 del 2023, afferma che la mancata esecuzione di compiti da parte del lavoratore giustifica il licenziamento.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 30427 del 2023, afferma che la mancata esecuzione di compiti da parte del lavoratore giustifica il licenziamento.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 31561 del 13.11.2023, sottolinea l’importanza della valutazione delle declaratorie del CCNL nel contesto del repechage in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 30469 del 02.11.2023, conferma che, anche con il Jobs Act, un licenziamento basato su un fatto sussistente ma non illecito dà diritto alla reintegra del lavoratore.
La Cassazione conferma che presentare false querele contro il datore di lavoro costituisce illecito disciplinare, giustificando il licenziamento.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 30803 del 2023, stabilisce che la clausola sociale nei contratti collettivi si applica anche ai dipendenti delle subappaltatrici in caso di cambio appalto, garantendo il diritto all’assunzione senza mutamenti nell’organizzazione del lavoro.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 27353 del 26.09.2023, stabilisce che il licenziamento per sottrazione di beni aziendali di valore esiguo è illegittimo per difetto di proporzionalità, ma non prevede la reintegra del dipendente.
L’ordinanza n. 28862 del 18.10.2023 della Cassazione stabilisce che le riduzioni concordate dell’orario lavorativo possono essere provate anche per fatti concludenti, integrando tacitamente il contratto di lavoro full time.
La Corte Costituzionale restituisce gli atti al Tribunale per una nuova valutazione delle sanzioni per omissione contributiva sotto i 10.000 euro, a seguito di un mutato quadro normativo.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 27279 del 2023, stabilisce che l’INAIL non copre gli infortuni causati da terzi, anche se avvenuti sul luogo di lavoro.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 26043 del 07.09.2023, chiarisce quando si integra la violazione del principio di immutabilità della contestazione disciplinare, sottolineando l’importanza del diritto di difesa dell’incolpato.