Cassazione: è mobbing screditare l’autorevolezza del dipendente
La Cassazione, con ordinanza n. 22381 del 15.07.2022, stabilisce che l’irrogazione di provvedimenti disciplinari volti a screditare un dipendente costituisce mobbing.
La Cassazione, con ordinanza n. 22381 del 15.07.2022, stabilisce che l’irrogazione di provvedimenti disciplinari volti a screditare un dipendente costituisce mobbing.
L’articolo analizza l’ordinanza della Cassazione n. 18537 del 08.06.2022, che chiarisce quando si può considerare un’adesione implicita alla contrattazione collettiva, sottolineando l’importanza della prova di applicazione delle clausole contrattuali.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 22212 del 14.07.2022, chiarisce che l’azienda subentrante in un appalto non è obbligata ad assumere il dipendente dell’impresa uscente se privo di attitudine professionale.
La Cassazione stabilisce che un dipendente può essere licenziato se rifiuta la visita medica obbligatoria, prevista per legge in caso di cambio mansioni.
La Cassazione penale ha stabilito che chi percepisce il reddito di cittadinanza e lavora in nero rischia il carcere, indipendentemente dalla formalizzazione del rapporto lavorativo.
L’ordinanza n. 21450 del 06.07.2022 della Cassazione stabilisce che un accordo sindacale per la ricollocazione dei dipendenti è un contratto a favore di terzi, conferendo diritti ai lavoratori coinvolti.
La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che i periodi di cura della prole maturati in altri Stati membri devono essere inclusi nel calcolo della pensione. Questa decisione riguarda i casi in cui la lavoratrice ha versato contributi nel solo Stato di residenza.
La Cassazione riconosce il diritto al risarcimento del danno morale per i lavoratori esposti a rischi in ambienti insalubri, anche senza danno biologico documentato.
La Corte di Giustizia UE ha stabilito che i dipendenti delle compagnie aeree che lavorano in un altro Stato membro per almeno 45 minuti al giorno sono soggetti alla normativa previdenziale di quel Paese.
La Cassazione ha stabilito che il recesso intimato a un collaboratore, in correlazione alla richiesta di regolarizzazione del rapporto, è ritorsivo.