Cassazione: illegittimo il licenziamento se il lavoratore contravviene al divieto di fumare in un luogo isolato
La Cassazione dichiara illegittimo il licenziamento per violazione del divieto di fumo se non mette a rischio la sicurezza.
La Cassazione dichiara illegittimo il licenziamento per violazione del divieto di fumo se non mette a rischio la sicurezza.
La Cassazione, con la sentenza n. 13625 del 02.07.2020, chiarisce le condizioni di legittimità del licenziamento per scarso rendimento, evidenziando l’importanza della diligenza e dell’impegno professionale.
L’articolo discute una sentenza della Cassazione riguardante la tassazione delle indennità di trasferta, evidenziando che tali somme non beneficiano delle agevolazioni fiscali se la sede di assunzione è solo un riferimento burocratico.
L’articolo discute una sentenza della Cassazione che ritiene il datore di lavoro responsabile per i danni subiti dai dipendenti a causa di ripetute rapine, se non sono state adottate misure di sicurezza adeguate.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15401 del 20.07.2020, stabilisce che anche le risoluzioni consensuali rientrano nel conteggio per i licenziamenti collettivi, se derivano da un trasferimento non accettato dal dipendente.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 14380 del 08.07.2020, chiarisce che l’indennità di trasferta è dovuta solo se c’è scissione tra luogo di assunzione e luogo di lavoro.
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della norma che lega l’indennità per i licenziamenti con vizi formali solo all’anzianità di servizio, affermando che tale criterio non compensa adeguatamente il pregiudizio subito e non dissuade il datore di lavoro dal violare le garanzie legali.
La Cassazione, con la sentenza n. 5417 del 27.02.2020, stabilisce che l’aumento dell’indennità di pronta disponibilità per i medici è subordinato alla capienza del fondo aziendale.
Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 20.06.2020, stabilisce che il diritto alla salute degli operatori sanitari deve essere bilanciato con quello della collettività, permettendo lo smart-working solo in caso di necessità evidente.
Il Tribunale di Venezia, con il decreto n. 3463 del 08.07.2020, ha stabilito che i dipendenti in smart-working non hanno diritto ai buoni pasto, poiché questi non rientrano nel trattamento economico e normativo previsto dalla legge.