Cassazione: in caso di indebita retribuzione il datore recupera le somme nette
La Cassazione stabilisce che, in caso di indebito retributivo, il datore può recuperare solo le somme nette percepite dal lavoratore, escludendo le ritenute fiscali.
La Cassazione stabilisce che, in caso di indebito retributivo, il datore può recuperare solo le somme nette percepite dal lavoratore, escludendo le ritenute fiscali.
La Cassazione ha stabilito che è legittimo il licenziamento per comportamenti tenuti prima dell’assunzione, se emersi durante il rapporto di lavoro e ritenuti gravi.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 2235 del 2023, chiarisce i limiti dell’abuso dei permessi ex lege 104, stabilendo che l’allontanamento dal domicilio dell’assistito è lecito se finalizzato all’utilità del disabile.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 1965 del 2023, stabilisce che il requisito dimensionale per il licenziamento collettivo riguarda l’intera azienda e non le singole unità produttive.
La Cassazione stabilisce che l’indennità di mancato preavviso non incide sul calcolo del TFR, in quanto non legata al periodo di lavoro effettivo.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 1095 del 2023, stabilisce che la subordinazione lavorativa può essere provata anche senza eterodirezione, attraverso elementi indiziari.
La Cassazione ha stabilito che un lavoratore può rifiutarsi di svolgere compiti pericolosi per la propria incolumità, mantenendo il diritto alla retribuzione.
La Cassazione chiarisce che la responsabilità degli amministratori in materia antinfortunistica non implica automaticamente quella dell’ente, richiedendo la prova di colpa organizzativa.
La Cassazione, con la sentenza n. 38183 del 30.12.2022, stabilisce che il risarcimento per licenziamento illegittimo è dovuto anche se il recesso non ha effetto e il rapporto di lavoro continua.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 90 del 2023, ha stabilito l’illegittimità della cassa integrazione decisa discrezionalmente dal datore di lavoro senza criteri concordati.