Cassazione: niente reintegra in caso di tardività della contestazione
L’ordinanza n. 14172/2025 della Cassazione stabilisce che la tardività della contestazione disciplinare non giustifica la reintegra del lavoratore.
L’ordinanza n. 14172/2025 della Cassazione stabilisce che la tardività della contestazione disciplinare non giustifica la reintegra del lavoratore.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 14157 del 27.05.2025, stabilisce che spetta al lavoratore provare che alcune assenze per malattia non sono computabili nel periodo di comporto perché derivanti da patologia professionale.
La Cassazione, con la sentenza n. 12274 del 09.05.2025, estende l’applicazione dell’art. 2112 c.c. anche ai casi di retrocessione del ramo d’azienda, tutelando i lavoratori nei fenomeni traslativi.
La Cassazione ha dichiarato nullo il licenziamento di una lavoratrice incinta per superamento del periodo di comporto, confermando la tutela della maternità.
La sentenza n. 8150 del 27.03.2025 della Cassazione stabilisce che il principio di irriducibilità della retribuzione non garantisce la conservazione di voci retributive collettive nel patrimonio individuale del lavoratore.
La Cassazione, con la sentenza n. 7846 del 2025, stabilisce che per l’accesso all’APE sociale non è necessario aver fruito dell’indennità di disoccupazione, ribaltando la decisione della Corte d’Appello.
La Cassazione stabilisce che la clausola sociale si applica solo con un effettivo avvio dell’attività lavorativa, non in caso di subentro formale.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 9263 del 2025, stabilisce che la congruità del corrispettivo del patto di non concorrenza deve essere valutata indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro.
La Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per appropriazione di importi modesti, ribadendo l’importanza della fiducia nel rapporto lavorativo.
La Cassazione stabilisce che i giorni di isolamento per Covid-19 non vanno conteggiati nel periodo di comporto, anche se il datore non ne conosce le cause.