Cassazione: quando il lavoratore occupato obbligatoriamente può essere licenziato
La Cassazione ha stabilito che il licenziamento di un lavoratore occupato obbligatoriamente, in una procedura collettiva, è annullabile se viola la quota di riserva.
La Cassazione ha stabilito che il licenziamento di un lavoratore occupato obbligatoriamente, in una procedura collettiva, è annullabile se viola la quota di riserva.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 26603 del 18.10.2019, conferma il diritto del lavoratore a essere trasferito vicino al familiare disabile da assistere, valutando anche il comportamento pregresso.
La Cassazione chiarisce che la mancata prova del repechage non comporta la reintegra del lavoratore, ma solo un’indennità risarcitoria.
La Cassazione stabilisce che, in caso di trasferimento d’azienda dichiarato illegittimo, il cedente è obbligato a corrispondere le retribuzioni anche se il cessionario ha utilizzato la prestazione lavorativa.
La Cassazione stabilisce che il datore di lavoro deve provare l’aliunde perceptum da detrarre dal risarcimento al lavoratore licenziato e reintegrato.
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato illegittimo l’uso del contratto a termine per esigenze stabili, ordinando la conversione a tempo indeterminato.
La Cassazione stabilisce che nel rito del lavoro la produzione tardiva dei documenti è consentita solo se formati dopo il ricorso o necessari per le difese della controparte.
La Cassazione ha stabilito che la mancata comunicazione dello stato di detenzione da parte di un lavoratore costituisce giusta causa di licenziamento, per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede.
La Cassazione chiarisce quando non si viola il principio di immutabilità della contestazione disciplinare, consentendo l’uso di prove confermative nel licenziamento.
La Cassazione stabilisce che i datori di lavoro sono penalmente responsabili se non informano i lavoratori in nero sui rischi e le procedure di sicurezza.