Cassazione: l’onere della prova in materia di responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c.
La Cassazione chiarisce l’onere della prova per il risarcimento danni in ambito lavorativo, ribaltando una sentenza della Corte d’Appello.
La Cassazione chiarisce l’onere della prova per il risarcimento danni in ambito lavorativo, ribaltando una sentenza della Corte d’Appello.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 100 del 19.04.2022, esorta il legislatore a modificare la disciplina della pensione di reversibilità per equiparare i figli nati fuori dal matrimonio a quelli orfani di entrambi i genitori.
Il Tribunale di Latina stabilisce che la mancata valutazione dei rischi per la sicurezza impedisce la sottoscrizione di contratti a termine. La sentenza evidenzia l’importanza della protezione dei lavoratori con minor esperienza.
La Cassazione, con la sentenza n. 8628 del 2022, chiarisce le condizioni di legittimità della lettera di licenziamento per superamento del periodo di comporto, sottolineando l’importanza di specificare le assenze nel caso di comporto per sommatoria.
La Cassazione, con la sentenza n. 9931 del 2022, conferma che il licenziamento è legittimo se la sanzione conservativa del CCNL è esclusa nei casi più gravi.
La Cassazione, con sentenza n. 6664 del 2022, dichiara nulle le rinunce del lavoratore a diritti futuri, anche se stipulate in sede protetta, per contrasto con norme imperative.
La Cassazione, con la sentenza n. 12827 del 2022, chiarisce quando le condotte vessatorie di un datore di lavoro possono configurare il reato di stalking occupazionale.
La Corte Costituzionale ha stabilito che i nipoti maggiorenni, inabili al lavoro e a carico del nonno defunto, hanno diritto alla pensione di reversibilità.
La Cassazione, con la sentenza n. 9800 del 2022, stabilisce che in caso di licenziamenti collettivi, l’assenza di dettagli nella comunicazione prevista dalla legge comporta la reintegra dei lavoratori.
Il Tribunale di Napoli Nord ha stabilito che rifiutare un congedo per assistere un parente disabile costituisce discriminazione diretta. La sentenza ha condannato il Comune a risarcire la ricorrente.