Cassazione: licenziato il dipendente che calunnia i colleghi
La Cassazione, con l’ordinanza n. 7225 del 2023, stabilisce il licenziamento per condotta ingiuriosa di dipendenti che calunniano colleghi e superiori.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 7225 del 2023, stabilisce il licenziamento per condotta ingiuriosa di dipendenti che calunniano colleghi e superiori.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 8615 del 2023, stabilisce che le somme riconosciute al lavoratore in una conciliazione, senza distinzione dei titoli risarcitori, sono soggette a tassazione.
La Cassazione ha stabilito che l’invio di comunicati sindacali tramite email aziendale è legittimo se non danneggia l’attività lavorativa.
La Cassazione ha stabilito che le riprese delle telecamere di videosorveglianza possono essere utilizzate per contestazioni disciplinari, purché rispettino le garanzie procedurali.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 7467 del 2023, stabilisce che la contestazione di un’infrazione scoperta a posteriori non è tardiva, legittimando il licenziamento di una dipendente per spese non giustificate.
L’articolo analizza l’ordinanza della Cassazione n. 3361 del 2023 riguardante l’onere della prova in casi di discriminazione basata sul sesso, evidenziando il ruolo del D.Lgs. 198/2006.
Con l’ordinanza n. 6584 del 06.03.2023, la Cassazione afferma che deve essere licenziato il lavoratore che minaccia il proprio datore,
La Cassazione, con l’ordinanza n. 7306 del 2023, chiarisce che durante i permessi ex lege 104/1992 è possibile svolgere attività personali, purché le esigenze del congiunto disabile siano preminenti.
La Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per l’uso improprio di mezzi aziendali per diffondere messaggi no vax offensivi.
L’ordinanza n. 7029 del 09.03.2023 della Cassazione stabilisce che l’uso di espressioni sconvenienti sull’orientamento sessuale di un collega giustifica il licenziamento.