Umbria, approvata una legge regionale a tutela dei lavoratori digitali

Il quadro normativo italiano a tutela dei lavoratori della gig economy ha registrato recentemente un’importante evoluzione a livello nazionale con l’approvazione del Decreto Legge 30 aprile 2026 n. 62 (noto come Decreto lavoro 2026 o Decreto primo maggio), con nuove e stringenti misure volte a contrastare il fenomeno del caporalato digitale. Ed è in questo contesto di accresciuta attenzione che si inserisce l’ iniziativa senza precedenti  della Regione Umbria, la quale ha delineato un modello di protezione ancora più capillare sul territorio concentrato sulla salute e sicurezza dei lavoratori impiegati nell’economia digitale della gig economy.

Con la Legge Regionale  n. 3 del 16 marzo 2026, l’Umbria è la prima regione a introdurre in Italia un sistema organico di tutele per i lavoratori digitali, dai rider ai freelancer online. Riconosciuti i rischi specifici del lavoro mediato da algoritmi. Previsto un sistema di controlli mirati, DPI, formazione obbligatoria e monitoraggio delle piattaforme online operanti sul territorio.

Il cuore del testo – che si applica a tutti i lavoratori che svolgono la propria attività nel territorio umbro tramite piattaforme digitali, indipendentemente dal tipo di contratto o dalla sede legale del committente – è il riconoscimento che il lavoro mediato da algoritmi presenta rischi specifici che la normativa generale in materia di sicurezza non è in grado di cogliere appieno.

La legge, in particolare, affida alla Regione il compito di collaborare con i servizi di prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro delle Aziende Unità Sanitarie Locali per la programmazione di azioni di contrasto volte:

  1. valutare i rischi lavorativi tradizionali, nonché quelli specifici per la peculiare attività che svolgono i lavoratori digitali, quali lo stress lavorativo intrinsecamente connesso ai tempi di consegna, l’assegnazione dei turni, la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di svolgimento dell’attività;
  2. definire le modalità di mitigazione dei rischi e individuare i dispositivi di protezione individuale più idonei per lo svolgimento dell’attività;
  3. definire e proporre i contenuti di dettaglio della formazione specifica e obbligatoria a carico dei soggetti giuridici che offrono lavoro svolto tramite piattaforme digitali, di cui all’ articolo 37 del d.lgs. 81/2008 , in conformità agli accordi richiamati dallo stesso articolo, con particolare attenzione al Codice della strada e al mezzo di trasporto utilizzato per la prestazione di lavoro, per impedire che i lavoratori possano correre rischi a causa della loro scarsa conoscenza dei rischi stessi e delle regole da osservare, nonché a maggior tutela della collettività;
  4. prevedere iniziative di informazione specifica sulle malattie professionali e, in particolare, sui rischi e sui danni derivanti dall’esercizio dell’attività di servizio e sulle procedure di prevenzione e di protezione;
  5. definire le modalità di vigilanza da parte servizi di prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro delle Aziende Unità Sanitarie Locali.

Specifiche misure riguardano le piattaforme; in capo ad esse la legge pone l’obbligo di garantire una formazione specifica e obbligatoria, con particolare attenzione al Codice della strada e ai dispositivi di protezione individuale. I servizi di prevenzione delle ASL umbre sono incaricati di svolgere controlli mirati, attività di monitoraggio e azioni di prevenzione.

L’articolo 4 della legge istituisce il Registro regionale del lavoro tramite piattaforme digitali, articolato in due sezioni: l’anagrafe dei lavoratori digitali e quella dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforma. L’iscrizione è volontaria e gratuita per entrambe le categorie, ed è condizione necessaria per le piattaforme che intendano accedere ai benefici previsti dalla normativa. Inoltre, i soggetti giuridici che offrono lavoro svolto tramite piattaforme digitali, operanti nel territorio regionale, anche se aventi sede legale al di fuori del territorio medesimo, purché in regola con l’applicazione delle tutele previste al Capo V-bis del d.lgs. 81/2015 , possono iscriversi gratuitamente nel registro.

Una delle novità più significative è l’istituzione della Consulta regionale del lavoro digitale, organismo permanente presieduto dall’Assessore competente e composto da rappresentanti delle piattaforme, sindacati, associazioni di categoria, esperti di diritto del lavoro, ricercatori universitari e specialisti della sicurezza.

Tra le funzioni della Consulta spicca l’elaborazione della Carta dei diritti dei lavoratori digitali, uno strumento di indirizzo che mira a codificare principi di equità, trasparenza e tutela, includendo anche il richiamo al consumo responsabile da parte degli utenti finali dei servizi digitali.

In materia di emergenze climatiche la legge 3/2026 riconosce al Presidente della Giunta la facoltà di adottare ordinanze contingibili e urgenti in caso di condizioni meteoclimatiche che mettano a rischio la salute dei lavoratori digitali. Le piattaforme sono tenute a comunicare tempestivamente tali prescrizioni ai propri lavoratori.

 

Torna in alto