Cassazione: il danno da demansionamento va provato in concreto
La Cassazione, con l’ordinanza n. 11586 del 2025, stabilisce che il danno da demansionamento deve essere provato dal lavoratore, non essendo automatico.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 11586 del 2025, stabilisce che il danno da demansionamento deve essere provato dal lavoratore, non essendo automatico.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15027 del 2025, ha stabilito che un illecito disciplinare può influire negativamente sulla valutazione per una promozione, legittimando il datore di lavoro a considerare i fatti disciplinari anche per valutazioni professionali.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 12974 del 14.05.2025, stabilisce che i datori di lavoro devono versare contributi previdenziali pieni anche in caso di accordo sulla riduzione dell’orario di lavoro, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente corrisposta.
L’ordinanza n. 14172/2025 della Cassazione stabilisce che la tardività della contestazione disciplinare non giustifica la reintegra del lavoratore.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 14157 del 27.05.2025, stabilisce che spetta al lavoratore provare che alcune assenze per malattia non sono computabili nel periodo di comporto perché derivanti da patologia professionale.
La Cassazione ha dichiarato nullo il licenziamento di una lavoratrice incinta per superamento del periodo di comporto, confermando la tutela della maternità.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 9263 del 2025, stabilisce che la congruità del corrispettivo del patto di non concorrenza deve essere valutata indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 10648 del 23.04.2025, stabilisce che il periodo di reperibilità notturna presso il luogo di lavoro è da considerarsi orario di lavoro e deve essere adeguatamente retribuito.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 12128 del 2025, stabilisce che nel pubblico impiego privatizzato un dipendente può essere adibito a mansioni inferiori a condizione che queste siano marginali e non estranee alla professionalità del lavoratore.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 11429 del 30.04.2025, chiarisce che il blocco dei licenziamenti per g.m.o. durante la pandemia non si applica al recesso per superamento del periodo di comporto.