Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, uno dei principali interventi normativi destinati a incidere sulla mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione europea. Il nuovo quadro aggiorna regole che interessano milioni di cittadini europei che vivono, lavorano o cercano occupazione in uno Stato membro diverso da quello di origine, con l’obiettivo di rendere più semplice l’esercizio dei diritti previdenziali oltre frontiera.
Tra le principali novità figura l’introduzione di criteri più chiari per individuare la legislazione nazionale applicabile nei casi di mobilità transfrontaliera, riducendo le incertezze che spesso accompagnano le situazioni di distacco, di lavoro svolto in più Stati membri o di trasferimento della residenza. La riforma rafforza inoltre la cooperazione amministrativa tra le istituzioni nazionali, favorendo uno scambio più rapido delle informazioni per prevenire errori, sovrapposizioni di tutela e fenomeni fraudolenti, comprese le pratiche riconducibili alle cosiddette società di comodo.
L’intervento normativo interessa cinque ambiti particolarmente rilevanti: indennità di disoccupazione, prestazioni familiari, prestazioni per l’assistenza a lungo termine, accesso alle prestazioni sociali dei cittadini economicamente inattivi e disciplina dei lavoratori distaccati o occupati contemporaneamente in più Stati membri. L’obiettivo è assicurare una maggiore uniformità applicativa e ridurre i conflitti tra le legislazioni nazionali, garantendo al tempo stesso la continuità della copertura previdenziale durante i periodi di mobilità.
