Con l’ordinanza n. 1235 del 20.01.2026, la Cassazione afferma che, in caso di mancata assegnazione degli obiettivi, i lavoratori hanno diritto al risarcimento del danno da perdita di chance solo se dimostrano che sarebbero stati in grado di conseguirli.
Il fatto affrontato
I lavoratori ricorrono giudizialmente al fine di ottenere il risarcimento del danno da perdita di chance per avere la società datrice omesso di fissare gli obiettivi individuali per gli anni 2013 e 2014 necessari per ottenere la retribuzione variabile.
La Corte d’Appello rigetta la predetta domanda, sul presupposto che i ricorrenti avrebbero dovuto quantomeno dedurre che, in caso di assegnazione degli obiettivi, ella avrebbero avuto effettive possibilità di raggiungimento degli stessi.
L’ordinanza
La Cassazione – nel confermare, sul punto, la pronuncia di merito – rileva, preliminarmente, che la mancata indicazione da parte della società degli obiettivi necessari per ottenere la retribuzione premiante non costituisce una circostanza che comporta un danno in re ipsa in capo ai lavoratori.
Invero, per la sentenza, i dipendenti per dimostrare di aver subito un danno devono provare che, in caso di assegnazione degli obiettivi, avrebbero avuto effettive possibilità di raggiungimento degli stessi, tenendo conto delle modalità lavorative adottate, della tipologia dell'incarico svolto, delle caratteristiche e capacità professionali.
Non avendo i lavoratori assolto a detto onere probatorio nel caso di specie, la Suprema Corte rigetta il ricorso dagli stessi proposto.
A cura di WST
