Con la sentenza del 22 settembre 2026, il Tribunale di Roma afferma che la detenzione del lavoratore non lo esonera dall’obbligo di comunicare tempestivamente al datore di lavoro la propria situazione e le ragioni dell’assenza.
Il fatto affrontato
Un lavoratore, sottoposto a custodia cautelare, viene licenziato per assenza ingiustificata protrattasi per oltre quattro giorni consecutivi.
Il dipendente impugna giudizialmente il recesso, sostenendo che la detenzione aveva determinato l’impossibilità sopravvenuta di rendere la prestazione lavorativa.
La sentenza
Il Tribunale di Roma rileva, preliminarmente, che il lavoratore detenuto è comunque tenuto a fornire al datore di lavoro una comunicazione tempestiva, efficace ed esaustiva delle ragioni della propria assenza.
Infatti, continua la sentenza, sebbene la detenzione possa costituire una causa astrattamente idonea a giustificare l’assenza, gli obblighi di correttezza e buona fede impongono al lavoratore di informare tempestivamente l’azienda, così da consentirle di adottare le necessarie misure organizzative.
Nel caso di specie, il lavoratore non aveva fornito alcuna comunicazione per circa sei mesi, né era stata provata una conoscenza completa della situazione da parte della società.
Su tali presupposti, il Tribunale ritiene ingiustificata l’assenza e, dichiarando legittimo il licenziamento, rigetta il ricorso del dipendente.

