Conciliazione vita-lavoro, sgravio contributivo in arrivo per le aziende virtuose

Prende forma l’esonero contributivo destinato alle aziende che attuano politiche di welfare orientate alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il decreto attuativo che stabilisce le modalità operative per accedere all’agevolazione. L’esonero è pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro annui, per le imprese in possesso della nuova certificazione UNI/PdR 192:2026.

Il provvedimento dà attuazione all’art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, che disciplina l’accesso al beneficio per le aziende certificate secondo le procedure di cui all’art. 8, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184. La novità replica il modello già adottato per la parità di genere, con l’obiettivo di premiare le realtà aziendali virtuose.

La certificazione UNI/PdR 192:2026

Pubblicata ad aprile 2026 dall’Ente Italiano di Normazione (UNI) su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Uni/PdR 192:2026 definisce requisiti e KPI per valutare le misure a sostegno di maternità, paternità e carichi di cura.

La norma riprende l’impostazione della UNI/PdR 125:2022 (parità di genere), rendendo i due sistemi di gestione facilmente integrabili. Entrambi i modelli richiedono politiche aziendali formali, obiettivi misurabili, pianificazione di azioni concrete, oltre a riesame e monitoraggio periodici.

Gli indicatori si articolano in sette aree di intervento:

  1. Organizzazione del lavoro e flessibilità: percentuale di addetti con flessibilità oraria, lavoro agile e part-time reversibile.

  2. Supporto alla maternità: programmi sanitari integrativi, politiche di supporto al rientro e valorizzazione delle competenze maturate durante l’assenza.

  3. Supporto alla genitorialità: percentuale di utilizzo dei congedi di paternità e parentali, integrazione dell’indennità economica e programmi di back to work.

  4. Supporto agli impegni di cura: flessibilità, permessi e congedi aggiuntivi per caregiver, oltre ad accesso facilitato a consulenze e convenzioni per l’assistenza domiciliare.

  5. Salute e benessere: piani di assistenza sanitaria integrativa, campagne di screening, supporto psicologico e iniziative sportive o culturali per il tempo libero.

  6. Sostegno economico e servizi per le famiglie: welfare aziendale con budget dedicato alla famiglia, educazione finanziaria e previdenza complementare con contributo aziendale.

  7. Sviluppo professionale e carriera: tasso di retention post-congedo, formazione e sviluppo professionale al rientro da assenze prolungate.

Per ottenere la certificazione è necessario raggiungere un punteggio minimo del 50% per micro e piccole imprese (fino a 49 dipendenti) e del 60% per medie e grandi imprese (oltre 50 dipendenti).

La certificazione ha una validità di tre anni e prevede due audit di monitoraggio a 12 e 24 mesi dall’ottenimento. Oltre allo sgravio contributivo, il riconoscimento rafforza significativamente l’attrattività reputazionale e il brand aziendale.

Misura dell’esonero contributivo

Per le aziende certificate, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali è riconosciuto in misura non superiore all’1% della contribuzione a carico del datore di lavoro, entro il limite massimo di 50.000 euro per ciascuna impresa. Il beneficio decorre dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. Lavoro ed è fruibile per tutto il periodo di validità della certificazione, non oltre il 31 dicembre 2028.

Per il finanziamento della misura sono stati stanziati 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Le risorse saranno gestite dall’INPS, che potrà riproporzionare la misura dell’incentivo qualora le domande ammissibili superino la copertura disponibile. Termini e modalità operative saranno definiti dall’Istituto con apposite istruzioni.

Bando Unioncamere e contributi alle imprese

Per sostenere l’adozione della UNI/PdR 192:2026, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità e Unioncamere, ha pubblicato un Avviso finanziato con 7,5 milioni di euro (di cui il 60% riservato alle PMI). Il bando prevede due linee di contributo:

  • Servizi di assistenza tecnica e accompagnamento: voucher fino a 2.459,01 euro (IVA esclusa) per ciascuna impresa, destinati a servizi di tutoraggio e supporto tecnico-gestionale per l’implementazione del sistema di gestione.

  • Servizi di certificazione: contributi fino a 12.000,00 euro (IVA esclusa) per coprire i costi dei servizi erogati dagli Organismi di certificazione accreditati inseriti nell’apposito Elenco.

Le domande potranno essere presentate tramite procedura valutativa a sportello (in ordine cronologico) dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

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