Cassazione: quali attività danno diritto alla pensione anticipata per lavori usuranti?

Con l’ordinanza n. 26307 del 06.10.2026, la Cassazione afferma che, ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato previsto dal D.Lgs. n. 67/2011, non è sufficiente che l’attività svolta rientri tra quelle indicate come particolarmente usuranti dalla tabella A allegata al D.Lgs. n. 374/1993, essendo necessario che essa rientri nelle più ristrette “mansioni particolarmente usuranti” individuate dall’art. 2 del D.M. 19 maggio 1999.

Il fatto affrontato
Il lavoratore ricorre giudizialmente nei confronti dell’INPS per ottenere il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata in ragione dell’attività di gruista svolta nel corso del rapporto.

La Corte d’Appello rigetta la domanda, rilevando che l’art. 1 del D.Lgs. n. 67/2011 rinvia, per l’individuazione delle mansioni che consentono l’accesso al beneficio pensionistico, all’art. 2 del D.M. 19 maggio 1999, il quale non contempla quella di gruista.

L’ordinanza
La Cassazione rileva, preliminarmente, che solo le  “mansioni particolarmente usuranti” – che costituiscono una categoria più ristretta all’interno del più ampio insieme delle “attività particolarmente usuranti” – consentono l’accesso al pensionamento anticipato.

In particolare, continua la sentenza, le predette mansioni, individuate dal D.M. 19 maggio 1999, sono caratterizzate da una maggiore gravità dell’usura, valutata anche in relazione all’incidenza sulle aspettative di vita, all’intensità del rischio professionale e alle caratteristiche dello specifico ambito lavorativo.

Secondo i Giudici di legittimità, poi,  il pensionamento anticipato costituisce una disciplina derogatoria rispetto al regime pensionistico ordinario e, come tale, non è suscettibile di interpretazione estensiva.

Su tali presupposti, la Suprema Corte rigetta il ricorso del lavoratore, non essendo l’attività di gruista compresa tra le mansioni tassativamente individuate dalla norma.

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