Con il decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026 è stato adottato il Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità. Il provvedimento è pubblicato nel Supplemento ordinario n. 21 alla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2026. Il testo richiama la legge 3 marzo 2009, n. 18, che ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, e la legge 22 dicembre 2021, n. 227, recante la delega al Governo in materia di disabilità. Ai citati provvedimenti si affiancano i tre decreti legislativi attuativi : il d.lgs. 222/2023 sulla riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione; il d.lgs. 20/2024 che ha istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; il d.lgs. 62/2024, che ridefinisce la condizione di disabilità, la valutazione di base, gli accomodamenti ragionevoli e il progetto di vita individuale personalizzato e partecipato; il d.l. n. 19/2026 (PNRR), che ha fornito la base giuridica immediata per l’adozione del Piano.
Il Piano segna il definitivo superamento del modello di approccio alla disabilita medicalizzato e assistenzialista in favore di un approccio fondato sui diritti umani, sul modello bio-psico-sociale e sull’autodeterminazione della persona. Dal punto di vista finanziario, le azioni previste dovranno essere attuate con le risorse a legislazione vigente, ferma restando la possibilità di interventi compensativi in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica ripartiti in sette linee di intervento :
- Salute e benessere
- Accessibilità universale
- Inclusione lavorativa
- Istruzione, università e formazione
- Progetto di vita individuale
- Sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale
- Sistemi di monitoraggio
Per quanto riguarda le misure in materia di lavoro e previdenza, le misure sull’occupazione e il diritto del lavoro sono ripartite tra le varie linee di intervento.
Collocamento obbligatorio
Il Piano delinea una revisione sostanziale della legge 68/1999, puntando sulla semplificazione delle procedure, sul potenziamento dei Centri per l’impiego e sullo sviluppo di figure specializzate come il disability manager e il job coach, oltre che sulla piena operatività della Banca dati nazionale sul collocamento obbligatorio.
Diritti nel rapporto di lavoro
Parallelamente, per quanto riguarda i diritti nel rapporto di lavoro, si attendono specifici interventi normativi volti a escludere dal calcolo del periodo di comporto le assenze dovute a condizioni di disabilità invalidanti di lungo periodo, a vietare il trasferimento senza consenso per i lavoratori con un’invalidità superiore all’80% e a garantire la tutela reale nei casi di licenziamento illegittimo.
A queste tutele si affiancheranno l’estensione del part-time reversibile e il riconoscimento del lavoro agile come forma specifica di accomodamento ragionevole. Quest’ultimo aspetto si innesta direttamente sull’articolo 17 del d.lgs. 62/2024, che configura l’accomodamento ragionevole come un diritto soggettivo del lavoratore tutelabile in via antidiscriminatoria, ponendo a carico del datore di lavoro l’onere di dimostrare l’eventuale eccessiva onerosità dell’adattamento richiesto.
Welfare e contrattazione
Spostando l’attenzione sulla contrattazione collettiva e sul welfare aziendale, il Piano incentiva la negoziazione di istituti dedicati alle persone con disabilità e ai caregiver, prevedendo agevolazioni fiscali per i contratti che introducono misure innovative in materia di lavoro agile, smart working e conciliazione tra vita e lavoro, il che indica chiaramente come i prossimi rinnovi contrattuali saranno un terreno di confronto cruciale.
Previdenza
Anche l’ambito previdenziale sarà oggetto di una revisione organica attraverso la rideterminazione dei requisiti pensionistici in relazione all’aspettativa di vita, l’emanazione di chiarimenti interpretativi sul requisito dell’80% per l’anticipo pensionistico e l’armonizzazione delle tutele tra lavoratori dipendenti e autonomi.
Lavoro autonomo e auto imprenditorialità
Infine, per quanto concerne il lavoro autonomo e l’autoimprenditorialità, viene dedicata una linea di azione specifica che prevede misure di sostegno, incentivi, strumenti di accompagnamento tramite tutor e job coach, nonché interventi mirati per l’accesso al credito. All’interno di questo scenario si collocano sia l’introduzione di misure compensative e dispensative negli esami di Stato per l’accesso agli albi professionali, in analogia con quanto già previsto per gli esami universitari, sia la qualificazione e il potenziamento degli sportelli per i lavoratori autonomi presso i Centri per l’impiego.
Conclusioni
Il nuovo Piano d’azione si configura come una vera e propria roadmap per una rivoluzione non solo normativa, ma soprattutto culturale dove il mero assistenzialismo lascia spazio alla valorizzazione della persona e alla tutela dei suoi diritti fondamentali. L’inclusione e l’accomodamento ragionevole non saranno più concessioni discrezionali o meri adempimenti burocratici, bensì pilastri strategici di un’organizzazione moderna in grado di coniugare sostenibilità sociale e crescita.


