La Commissione europea ha presentato il pacchetto “Fair Labour Mobility”, una nuova riforma con cinque proposte legislative per tutelare i diritti sociali dei lavoratori nell’Unione europea, velocizzare il riconoscimento delle qualifiche professionali e snellire la burocrazia per le imprese. Tra le novità principali figurano il nuovo Passaporto sociale europeo digitale (ESSPASS) e il potenziamento dell’Autorità europea del lavoro (ELA), con benefici stimati a 6 miliardi di euro entro il 2040.
La Commissione europea ha adottato il pacchetto sulla mobilità equa del lavoro “Fair Labour Mobility”, con l’obiettivo di garantire diritti sociali chiari a tutti i lavoratori dell’Unione, indipendentemente dal Paese in cui scelgono di vivere e lavorare. Il pacchetto comprende una comunicazione e cinque proposte legislative, tra cui il nuovo Passaporto sociale europeo digitale e il rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro.
Il piano punta a rendere più semplice per i lavoratori dimostrare e far valere i propri diritti previdenziali e assicurativi, oltre a consentire il riconoscimento formale delle qualifiche in tutta l’Unione, con particolare attenzione alle professioni regolamentate. Le nuove norme intendono inoltre proteggere i lavoratori mobili da eventuali abusi e rimuovere le procedure amministrative lente e complesse che oggi frenano le imprese nell’assunzione di personale o nell’offerta di servizi oltre confine.
Secondo le stime della Commissione, una volta pienamente operativo, il pacchetto genererà benefici per circa 6 miliardi di euro entro il 2040, grazie al riconoscimento più rapido delle qualifiche professionali, alla verifica in tempo reale dei documenti previdenziali e alla riduzione delle frodi.
Il Passaporto sociale europeo e il portafoglio digitale
Il cuore tecnico dell’iniziativa è il nuovo Passaporto sociale europeo (ESSPASS), che permetterà di richiedere e ricevere online i documenti previdenziali, compresi la Tessera europea di assicurazione malattia e il documento portatile A1 per i lavoratori distaccati. Attraverso il portafoglio digitale europeo, chi si trasferisce in un altro Stato membro potrà conservare e presentare questi documenti in formato digitale, mentre le amministrazioni locali potranno verificarli all’istante. Lo spazio digitale sarà accessibile a cittadini e imprese entro la fine dell’anno.
Secondo le stime della Commissione, su un arco di dodici anni la digitalizzazione consentirà di risparmiare fino a 64 milioni di euro per le imprese, 69 milioni per i fornitori di servizi sanitari e 72 milioni per gli ispettorati del lavoro, grazie alla velocizzazione dei controlli transfrontalieri.
Qualifiche professionali
Le qualifiche saranno rilasciate in un formato digitale standardizzato e consultabili all’interno del portafoglio digitale, rendendo immediata la verifica della loro autenticità. La Commissione propone anche uno strumento gratuito di confronto delle qualifiche, basato sui dati delle banche dati nazionali, pensato per aiutare datori di lavoro e dipendenti a orientarsi tra i diversi sistemi dei Paesi membri.
Per le professioni regolamentate (come medici, infermieri, ingegneri e insegnanti), l’introduzione di una procedura digitale obbligatoria ridurrà i tempi di riconoscimento dagli attuali tre mesi a sole cinque settimane. Attraverso quadri comuni di formazione, l’esecutivo UE intende inoltre estendere il riconoscimento automatico ad altre professioni in carenza di organico, a partire dai fisioterapisti, per cui il primo quadro è già stato adottato. Per i titoli ottenuti fuori dall’Unione — sia da cittadini europei sia di Paesi terzi — le nuove norme comuni ridurranno i tempi di riconoscimento da 14 a 4 mesi, dimezzando i costi amministrativi a carico delle aziende che assumono.
Autorità europea del lavoro e contrasto alle frodi
Il pacchetto rafforza significativamente il mandato dell’Autorità europea del lavoro (ELA), che potrà migliorare la propria capacità di valutazione del rischio per orientare in modo più efficace le ispezioni nazionali e potenziare la cooperazione transfrontaliera tramite funzionari di collegamento dedicati. L’Autorità vedrà inoltre esteso il proprio raggio d’azione al contrasto degli abusi ai danni dei cittadini di Paesi terzi e al lavoro irregolare, beneficiando al contempo di procedure di mediazione semplificate per risolvere più rapidamente le controversie transfrontaliere.

