L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato sul proprio sito la scheda informativa dedicata ai rischi derivanti dalla postura prolungata, seduta e in piedi, durante l’attività lavorativa.
Il documento è stato elaborato con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le competenze del personale ispettivo nella verifica delle valutazioni dei rischi e delle relative misure di gestione, con particolare attenzione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
La scheda muove da una constatazione ormai consolidata nella letteratura scientifica. Le condizioni di sedentarietà crescono in molte attività lavorative e con esse si moltiplicano le evidenze di un nesso tra stili di vita sedentari e problemi di salute.
La pubblicazione distingue chiaramente tra postura seduta prolungata e postura prolungata in piedi.
- Postura seduta prolungata: viene considerata postura seduta prolungata la permanenza in posizione seduta per due o più ore continuative oppure per oltre cinque ore complessive nell’arco della giornata lavorativa.
- Postura in piedi prolungata: il riferimento in questo caso è invece alla permanenza per oltre un’ora continuativa oppure per più di quattro ore complessive al giorno.
La scheda specifica, inoltre, che la postura in piedi costretta riguarda le situazioni nelle quali il lavoratore rimane nello stesso posto senza la possibilità di muoversi o sedersi temporaneamente.
il lavoro sedentario non è disciplinato da una specifica direttiva europea dedicata. Ciò non significa, tuttavia, che il tema sia estraneo alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il documento richiama infatti gli obblighi generali previsti dalla direttiva quadro 89/391/CEE, che impone ai datori di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi e di adottare le misure di prevenzione conseguenti.
Per le aziende italiane, tali indicazioni si inseriscono nel quadro degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, che pone la valutazione dei rischi al centro del sistema di prevenzione. In quest’ottica, le posture statiche prolungate rappresentano un fattore che il datore di lavoro può prendere in considerazione nell’analisi dei rischi, individuando le misure organizzative, tecniche ed ergonomiche più adeguate in relazione alle specifiche attività svolte.

