Sette aziende su dieci non superano i controlli ispettivi di Inl, Inps e Inail. Con oltre 157mila ispezioni complessivamente avviate nel 2025, sono stati accertati illeciti in 83.488 casi, con un tasso di irregolarità pari al 74%. La percentuale di irregolarità sale al 94% avendo esclusivo riguardo all’attività di vigilanza svola dall’ INAIL che ha portato a definire 6.664 irregolarità su 7.108 ispezioni. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto annuale sulla vigilanza 2025 presentato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Il documento evidenzia il ruolo strategico dell’attività ispettiva non solo come strumento sanzionatorio, ma anche come presidio di legalità, e prevenzione.
I controlli – I dati del Rapporto confermano una presenza ancora elevata di violazioni nelle realtà controllate. Nel 2025 sono stati effettuati complessivamente 157.381 controlli da parte di INL, INPS e INAIL, di queste oltre 130.000 ispezioni sono state svolte direttamente dall’INL , con una concentrazione significativa nei settori dell’edilizia, del terziario, dell’industria e dell’agricoltura, con un tasso di irregolarità al 74%, confermando una presenza ancora elevata di violazioni nelle realtà controllate.
L’elevata presenza di violazioni nelle realtà controllate è confermata anche al dato consolidato delle 97.349 ispezioni definite nel corso del 2025. Quasi 70mila hanno registrato un esito irregolare, con un tasso di irregolarità del 71,9%. La percentuale maggiore di illeciti è stata riscontrata nel settore industria (74,1%), seguito da terziario (72,4%) ed edilizia (71,8%). Per quanto riguarda invece gli ambiti di vigilanza, irregolarità sulla normativa di lavoro e legislazione sociale sono state riscontrate nel 64% dei casi, percentuale che sale all’87,6% per l’autotrasporto e si attesta all’82,1% per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sicurezza sul lavoro – Particolare attenzione viene riservata alla salute e sicurezza sul lavoro, ambito nel quale sono stati accertati quasi 89.851 illeciti penali, in aumento rispetto all’anno precedente ( +7,8% sul 2024 ). Tra le criticità più ricorrenti emergono carenze nella formazione e informazione dei lavoratori, nella sorveglianza sanitaria e nella valutazione dei rischi. Il rapporto evidenzia inoltre fenomeni collegati al lavoro nero, con oltre 18.000 lavoratori irregolari, all’interposizione illecita di manodopera e allo sfruttamento lavorativo. Sul piano economico, l’attività ispettiva ha consentito di accertare oltre 245 milioni di euro di contributi previdenziali non versati e circa 15 milioni di euro di premi assicurativi evasi.
Patente a crediti – Nel rapporto viene analizzato anche l’andamento della patente a crediti necessaria per operare nei cantieri temporanei e mobili dal 1° ottobre 2024. Dalla data della sua introduzione e fino alla fine del 2025, sono state rilasciate complessivamente 479.020 patenti. DI queste 14 sono state revocate, mentre 6 sono state sospese a seguito di infortuni gravi o mortali. L’attività ispettiva ha inoltre portato alla luce 687 violazioni a carico di committenti e responsabili dei lavori per l’omessa verifica dei titoli abilitativi. A questo dato si sommano poi le 1.088 sanzioni irrogate specificamente per la totale assenza della patente a crediti.
Sospensione dell’attività imprenditoriale – Per quanto riguarda la sospensione dell’attività imprenditoriale, su 13.263 provvedimenti adottati per gravi violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, l’83% (10.956 in totale) è stato revocato dopo che le imprese hanno proceduto alla necessaria regolarizzazione delle proprie posizioni.
Imprese alla prova della conformità – Quello che emerge è un quadro in cui le imprese non riconoscono ancora appieno, quale parte integrante della gestione aziendale, la conformità documentale e sostanziale agli obblighi di legge . Potenziare tali presidi costituisce una priorità per evitare l’insorgere di situazioni che possono compromettere l’operatività, oltre a generare conseguenze sul piano economico, organizzativo e reputazionale. Le aree più esposte restano la corretta redazione e l’aggiornamento del DVR, la formazione effettiva dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria, la regolarità dei rapporti di lavoro, la tracciabilità degli appalti e il rispetto delle condizioni di sicurezza nei cantieri. Per lavoratori e imprese, il rafforzamento dei controlli può rappresentare anche un’opportunità per promuovere ambienti più sicuri, ridurre il rischio di infortuni, contrastare la concorrenza sleale e valorizzare le realtà che investono in legalità, prevenzione e buona organizzazione del lavoro.

