Con l’ordinanza n. 18747 del 09.06.2026, la Cassazione afferma che la reiterazione di co.co.co e di rapporti a tempo determinato non determina la trasformazione automatica del rapporto, in assenza di prova circa il costante svolgimento della prestazione secondo i canoni propri della subordinazione.
Il fatto affrontato
La lavoratrice ricorre giudizialmente al fine di chiedere l’accertamento della natura subordinata dei rapporti di lavoro svolti presso il Comune, per un periodo superiore a 36 mesi, sulla base di tre contratti di collaborazione coordinata e continuativa e di due successivi contratti a termine.
La Corte d’Appello rigetta la predetta domanda, escludendo la sussistenza della subordinazione.
L’ordinanza
La Cassazione rileva, preliminarmente, che il reiterato utilizzo di tipologie contrattuali diverse dal lavoro subordinato a tempo indeterminato non comporta un’automatica trasformazione del rapporto.
Per la sentenza, infatti, affinché si addivenga a ciò, è necessario fornire la prova che il rapporto si sia svolto con i connotati propri del lavoro subordinato.
Secondo i Giudici di legittimità, dunque, in assenza di detta prova la domanda del lavoratore volta all’accertamento della subordinazione deve essere respinta.
Su tali presupposti, la Suprema Corte, confermando la pronuncia di merito, rigetta il ricorso della lavoratrice.

