Sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (Serie L del 21 settembre 2026) i regolamenti delegati che ridefiniscono il quadro europeo della rendicontazione di sostenibilità. In particolare:
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il Regolamento delegato (UE) 2026/1560 della Commissione, del 3 luglio 2026, che integra la Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, stabilendo principi di rendicontazione di sostenibilità a uso volontario per le imprese protette dal limite per la catena del valore;
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il Regolamento delegato (UE) 2026/1563normativa ue della Commissione, del 3 luglio 2026, che modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772 per quanto riguarda la semplificazione di taluni principi di rendicontazione di sostenibilità ESG.
La rendicontazione di sostenibilità a uso volontario
Il Regolamento (UE) 2026/1560 introduce un principio volontario di rendicontazione di sostenibilità pensato per le imprese non soggette agli obblighi della Direttiva 2013/34/UE, come lavoratori autonomi, microimprese quotate e imprese non societarie.
L’obiettivo è duplice: da un lato agevolare l’accesso al credito e ai capitali da parte delle piccole realtà, fornendo a banche e investitori informazioni ESG comparabili; dall’altro, diffondere una cultura della sostenibilità lungo la catena del valore senza imporre oneri sproporzionati.
Il principio prevede due moduli:
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Un modulo base, con informazioni essenziali su energia, emissioni di gas a effetto serra, forza lavoro, salute e sicurezza, retribuzioni, formazione e prevenzione della corruzione.
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Un modulo onnicomprensivo, destinato alle imprese che desiderano rispondere in modo più approfondito alle richieste di investitori, banche e grandi clienti.
Sul fronte ambientale, le imprese sono invitate a comunicare i consumi energetici — distinguendo tra fonti rinnovabili e non rinnovabili — e le emissioni di gas a effetto serra di Ambito 1 e 2, con la possibilità di estendere l’informativa all’Ambito 3.
In ambito sociale risultano centrali gli indicatori relativi a infortuni, decessi sul lavoro, divario retributivo di genere, copertura della contrattazione collettiva, ore di formazione e politiche in materia di lavoro minorile, lavoro forzato, tratta di esseri umani, non discriminazione e meccanismi di reclamo.
Il testo entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella GUUE e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.
Le semplificazioni della rendicontazione ESG
Il Regolamento (UE) 2026/1563 modifica il Regolamento (UE) 2023/2772 sostituendone integralmente gli Allegati I e II — relativi rispettivamente ai Principi europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS) e ad acronimi e glossario — e introducendo una versione fortemente snellita degli standard europei.
Il provvedimento entra in vigore il 10 novembre 2026 e si applica agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2027. È tuttavia previsto un regime transitorio opzionale: per i bilanci dell’esercizio 2026 (con inizio tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026), le imprese possono scegliere se continuare ad applicare i precedenti standard del 2023 o anticipare l’adozione del nuovo allegato semplificato.
La revisione dei principi si fonda sull’esperienza maturata nella prima applicazione degli ESRS. Rispetto alla versione del 2023, i nuovi standard eliminano oltre il 60% dei datapoint obbligatori e più del 70% dei punti dati complessivi. Viene attribuita maggiore rilevanza agli indicatori quantitativi e resa più netta la distinzione tra informazioni obbligatorie e volontarie, garantendo una superiore coerenza con la normativa europea vigente e un rafforzamento dell’interoperabilità con gli standard internazionali.
Per assicurare proporzionalità e un’applicazione uniforme delle regole, la Commissione ha introdotto ulteriori affinamenti. Gli interventi riguardano la valutazione della rilevanza, la presentazione attendibile delle informazioni, il livello di aggregazione dei dati, le opzioni di esenzione da alcuni obblighi informativi e gli effetti finanziari attesi. Rientrano tra i temi trattati anche le emissioni di gas serra, i piani di transizione climatica, la gestione di microplastiche, inquinanti e sostanze estremamente preoccupanti, oltre ad aspetti specifici della gestione patrimoniale e agli obblighi in materia di diritti umani e non discriminazione.

