La Legge di Bilancio 2025 ha ridisegnato il sistema delle agevolazioni fiscali per i titolari di reddito da lavoro dipendente. La riforma introduce una somma non imponibile (c.d. “bonus aggiuntivo”) per i contribuenti con reddito complessivo fino a 20.000 euro e un’ulteriore detrazione per le fasce di reddito comprese tra i 20.000 e i 40.000 euro.
Queste due misure interessano sia i lavoratori dipendenti sia i percettori di prestazioni sostitutive del reddito assoggettate a tassazione ordinaria. Tra questi rientrano i beneficiari di strumenti di accompagnamento e anticipo pensionistico, quali l’APE Sociale, l’Isopensione, gli assegni straordinari erogati dai fondi di solidarietà dei settori bancario e assicurativo e le indennità derivanti dal contratto di espansione.
Con il messaggio n. 2829/2026, l’INPS ha definito le modalità di applicazione dei nuovi benefici:
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Redditi non superiori a 20.000 euro: si applica la somma non imponibile, calcolata con percentuali del 7,1%, 5,3% o 4,8% a seconda della fascia di reddito.
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Redditi tra 20.000 e 40.000 euro: è prevista un’ulteriore detrazione di 1.000 euro, che decresce progressivamente oltre i 32.000 euro fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro.
A partire da ottobre 2026, l’INPS riconoscerà automaticamente i benefici — senza necessità di presentare domanda — sulla base dei dati reddituali a disposizione, salvo verifica della spettanza in sede di conguaglio.
Per i beneficiari della somma non imponibile verranno riconosciuti anche gli importi arretrati maturati dal 1° gennaio 2026. Diversa è la gestione dell’ulteriore detrazione: le somme relative al periodo precedente saranno definite in sede di conguaglio fiscale di fine anno, occasione in cui l’Istituto verificherà il reddito complessivo effettivo per effettuare eventuali compensazioni, cambi di beneficio o recuperi di importi non dovuti.

