Incentivi alle imprese, arriva il riordino: agevolazioni concentrate in pochi strumenti strategici

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026 del DLgs 26 giugno 2026, n. 138, il Governo completa un ulteriore tassello della riforma del sistema degli incentivi alle imprese prevista dalla legge delega n. 160/2023. Il provvedimento, in vigore dal 18 agosto 2026, punta a rendere il quadro delle agevolazioni più organico ed efficace attraverso una profonda razionalizzazione delle misure esistenti.

Il principio cardine della riforma consiste nella concentrazione dell’intervento pubblico su un numero limitato di strumenti ritenuti strategici, superando la frammentazione che negli anni aveva caratterizzato il sistema incentivante. L’obiettivo è semplificare l’offerta, eliminare le sovrapposizioni tra agevolazioni e orientare le risorse verso gli interventi con maggiore impatto sulla competitività del sistema produttivo

Per gli incentivi di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il decreto individua cinque strumenti principali: il Fondo per la crescita sostenibile (FCS), destinato ad assumere un ruolo centrale, il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo di sostegno al venture capital, la Nuova Sabatini e gli incentivi per il settore aerospaziale.

Il Fondo per la crescita sostenibile viene riorganizzato in quattro grandi aree di intervento: ricerca, sviluppo e innovazione; sostegno alle start up; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale; accesso al credito e al mercato dei capitali. Per ciascun ambito saranno definiti specifici bandi e discipline quadro, con l’obiettivo di rendere gli interventi più coerenti e maggiormente coordinati con le politiche europee.

Per ciascuna delle suddette sezioni sono indicati i beneficiari, le finalità degli interventi, la normativa europea di riferimento incluso il rinvio alla conformità con la normativa  sugli aiuti di Stato, il richiamo all’adozione dei bandi tematici; obiettivi e priorità elencati potranno inoltre essere aggiornati periodicamente sulla base del monitoraggio dell’andamento degli incentivi.

Il decreto prevede inoltre la soppressione di alcuni incentivi ritenuti non più coerenti con il nuovo assetto, tra cui il voucher per l’internazionalizzazione con competenze digitali del Ministero degli Affari esteri, alcuni crediti d’imposta in materia ambientale e le misure del Fondo rotativo nazionale per il self-employment. Per i procedimenti già avviati resta comunque applicabile la disciplina previgente fino alla loro conclusione.

Le nuove discipline attuative dei principali strumenti del Fondo per la crescita sostenibile dovranno essere adottate con decreti del Ministro delle Imprese e del Made in Italy entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio che definirà l’articolazione finanziaria del Fondo.

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