Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la nota relativa al IV trimestre 2025 concerne i movimenti dei rapporti di lavoro in Italia registrati dal Sistema delle Comunicazioni Obbligatorie. Il saldo annualizzato per i contratti a Tempo Indeterminato risulta positivo ed è pari a +489 mila unità, in calo di -18 mila unità rispetto al saldo calcolato in corrispondenza del trimestre precedente. Di contro, per i contratti a Tempo Determinato il saldo annuo risulta in flessione dopo cinque anni (-23 mila), mentre era in crescita di 23 mila unità nel trimestre precedente. Per l’Apprendistato, invece, si registra dal quarto trimestre del 2020 un saldo su base annua negativo, pari nel quarto trimestre del 2025 a -92 mila unità, in ulteriore riduzione rispetto a quello calcolato per il trimestre precedente (-84 mila unità), risultando il calo annuo più marcato dell’intero periodo di decrescita.
Il settore dei Servizi, che assorbe la maggior parte delle attivazioni (pari al 78,6% del totale), mostra un lieve calo tendenziale (-0,4%, pari a -9 mila attivazioni). Anche l’Industria (pari al 13,7% delle attivazioni) mostra una contrazione (-0,9%, pari a -4 mila attivazioni) per effetto della riduzione osservata nel comparto delle Costruzioni (-2,4%, pari a -5 mila attivazioni), a fronte del contributo positivo dell’Industria in senso stretto (+0,4%, corrispondente a +948 attivazioni). L’Agricoltura, che costituisce il 7,7% delle attivazioni, presenta il maggior calo tendenziale (-3,3%).
Relativamente alla cessazione del rapporto di lavoro, nel quarto trimestre 2025 il principale motivo di cessazione è costituito dal Termine del contratto, con una quota corrispondente al 74,1% del totale, pari a 2 milioni 874 mila unità rispetto a 3 milioni 878 mila cessazioni totali. Sono 213 i rapporti cessati per licenziamenti (+0,1%) mentre sono 549 le cessazioni riconducibili a dimissioni.

