Più tempo per i datori di lavoro delle aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti per la trasmissione del rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025. Anche quest’anno, il termine di presentazione, inizialmente fissato al 30 aprile 2026, è stato prorogato. La scadenza slitta al 15 maggio 2026 per consentire ai soggetti interessati di completare le procedure di invio. Per le realtà con un numero inferiore alla soglia dei 50 dipendenti, la redazione del rapporto resta possibile su base volontaria. A darne notizia è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il proprio portale istituzionale, motivando la proroga con l’esigenza di consentire il completamento delle procedure da parte dei soggetti interessati che hanno riscontrato difficoltà tecniche.
La proroga non modifica la natura dell’obbligo, ma offre alle imprese un breve margine operativo per verificare la completezza e la coerenza dei dati trasmessi. Il rapporto biennale non è infatti un mero adempimento formale: rappresenta uno strumento di trasparenza sulla composizione del personale, sulle dinamiche occupazionali, sui percorsi professionali e sui trattamenti retributivi, con l’obiettivo di monitorare eventuali divari tra uomini e donne all’interno dell’organizzazione.
Questo tema assume oggi una rilevanza sempre più marcata nell’ambito della compliance HR, incalzata dal prossimo recepimento della direttiva sulla trasparenza salariale. I dati richiesti dal rapporto incidono infatti sulla gestione operativa e strategica del personale e abbracciano aspetti cruciali quali le assunzioni, la formazione, le progressioni di carriera, i livelli di inquadramento e la mobilità interna, includendo inoltre il ricorso agli ammortizzatori sociali, le cessazioni e le politiche retributive. Per questa ragione la corretta redazione del documento necessita di un coordinamento puntuale e sinergico tra la funzione HR, l’amministrazione e i dipartimenti legali e compliance, anche alla luce del severo regime sanzionatorio previst in caso di mancato adempimento.
La mancata trasmissione del rapporto, anche dopo l’invito alla regolarizzazione da parte dell’Ispettorato del Lavoro competente, comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro verifica la veridicità dei rapporti e, in caso di rapporto mendace o incompleto, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro. Se l’inottemperanza si protrae per oltre dodici mesi, è inoltre disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.
Il rapporto biennale assume rilievo anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Fino alla scadenza del termine di presentazione, le aziende interessate a partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale possono produrre copia di quello relativo al precedente biennio 2022-2023, integrando poi la documentazione con il rapporto 2024-2025 entro il termine ora differito al 15 maggio 2026.
Il rapporto supera la funzione strumentale alla rendicontazione interna per diventare un elemento cruciale nel dimostrare l’affidabilità organizzativa, la trasparenza e l’attenzione dell’impresa verso la propria dimensione sociale. Il documento si inserisce in un quadro strategico più ampio, in cui la parità di genere rappresenta un pilastro fondamentale della gestione del personale, della prevenzione del rischio legale e della strategia ESG. Una corretta redazione del rapporto permette infatti di far emergere eventuali squilibri, analizzare con precisione le dinamiche retributive e professionali e valutare la coerenza delle politiche aziendali, offrendo così una base solida per la programmazione di efficaci interventi correttivi.

