Entrate : DURF, gli avvisi bonari salvano il requisito dei versamenti ?

Documento Unico di Regolarità Contributiva ( DURF ), gli avvisi bonari salvano il requisito dei versamenti ai fini del rilascio della certificazione ? L’ Agenzia da riscontro alla richiesta di chiarimenti con la risposta n. 36/2026.  Il tema affrontato è quello che riguarda l’applicazione dell’articolo 17-bis, comma 5, del D.Lgs. 241/1997.

Per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’evasione fiscale, la norma impone ai committenti, che affidano opere o servizi per un importo annuo superiore a 200.000 euro, con prevalente utilizzo di manodopera  presso le proprie sedi, di richiedere agli appaltatori le ricevute dei pagamenti mensili delle ritenute fiscali dei lavoratori impiegati.

Per far fronte all’ adempimento richiesto dalla norma, le imprese possono presentare in alternativa il DURF. L’attestazione è rilasciata quando :

  • l’impresa è in attività da almeno tre anni;
  • gli obblighi dichiarativi dell’ impresa sono in regola ;
  • non ci sono iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi superiori a 50.000 euro.
  • l’ impresa ha eseguito nel corso dei periodi d’imposta dell’ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni stesse.

In merito a tale ultimo requisito, l’ Agenzia ha precisato che  versamenti fatti tramite F24 per pagare degli avvisi bonari (articoli 36‑bis e 54‑bis) possono essere inclusi nel calcolo dei “versamenti registrati nel conto fiscale”, rilevanti per il rispetto della soglia del 10% dei ricavi/compensi che consente di ottenere il Durf.

 

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