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Cassazione: si può utilizzare il concetto di fatto notorio per qualificare un rapporto di lavoro come subordinato?


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Con l’ordinanza n. 1228 del 20.01.2026, la Cassazione afferma che la nozione di fatto notorio non può essere utilizzata dal giudice al fine di definire un rapporto di lavoro come autonomo o subordinato.

Il fatto affrontato

La società propone opposizione giudiziale avverso l’ordinanza con cui l’ITL le aveva ingiunto il pagamento di € 52.650,00 a titolo di sanzioni amministrative riferite alla mancata assunzione di 11 lavoratori.
La Corte d’Appello rigetta la predetta domanda, sul presupposto che l’attività demandata a questi ultimi non poteva essere svolta in condizioni di autonomia da parte di meri collaboratori, necessitando di una indispensabile direzione ed organizzazione di parte datoriale.

L’ordinanza

La Cassazione rileva, preliminarmente, che la pronuncia di merito ha utilizzato impropriamente la nozione di “notorio” per fondare il convincimento circa il ricorrere di tutti gli elementi necessari per ritenere provati i rapporti di lavoro subordinato oggetto di ispezione.

Invero, per i Giudici di legittimità, il ricorso alle nozioni di comune esperienza (fatto notorio), comportando una deroga al principio dispositivo e al contraddittorio, va inteso in senso rigoroso, cioè come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile.

Secondo la sentenza, conseguentemente non possono rientrare in tale nozione gli elementi valutativi implicanti particolari cognizioni, né le nozioni ricadenti nella scienza privata del giudice.

Su tali presupposti, la Suprema Corte accoglie il ricorso della società e cassa con rinvio l’impugnata sentenza.

A cura di WST