Stampa

Cassazione: lo stress lavorativo può giustificare l’uso della violenza?


icona

Con l’ordinanza n. 3261 del 13.02.2026, la Cassazione afferma che lo stress lavorativo non può essere utilizzato come scriminante al fine di escludere la legittimità del licenziamento irrogato ad una lavoratrice che ha utilizzato violenza nei confronti di una assistita.

Il fatto affrontato

L’operatrice socio-sanitaria impugna giudizialmente il licenziamento irrogatole per aver tenuto una condotta violenta nei confronti di un paziente assistito, portatore di disabilità.
La Corte d’Appello accoglie la predetta domanda, non avendo la cooperativa datrice tenuto conto del particolare contesto lavorativo di assistenza a persone – come la paziente vittima della violenza – affette da patologie anche psichiche e, quindi, di difficile gestione con conseguente stress lavorativo.

L’ordinanza

La Cassazione – ribaltando la pronuncia di merito – rileva, preliminarmente, che l’operatrice socio-sanitaria deve possedere una professionalità che le consenta di gestire lo stress lavorativo derivante dal contesto in cui opera.

Per la sentenza, dunque, detta condizione resterebbe un fattore del tutto irrilevante rispetto alle condotte illecite tenute dalla lavoratrice.

Su tali presupposti, la Suprema Corte accoglie il ricorso della società, ritenendo la condotta violenta tenuta dalla dipendente di una gravità tale da legittimare il licenziamento.

A cura di WST