Con l’ordinanza n. 954 del 16.01.2026, la Cassazione afferma che, il ricorso giudiziale presentato dal dipendente contro la società datrice al fine di richiedere il versamento della contribuzione non versata, non rappresenta un valido atto interruttivo della prescrizione in materia contributiva in ipotesi di mancato coinvolgimento dell’ente previdenziale.
Il fatto affrontato
Il dipendente, a fonte di un versamento parziale della contribuzione da parte della società ex datrice di lavoro, ricorre giudizialmente nei confronti della stessa e dell’INPS al fine di ottenere il riconoscimento dei contributi spettantigli.
La Corte d’Appello rigetta la predetta domanda, ritenendo prescritta detta contribuzione.
L’ordinanza
La Cassazione rileva preliminarmente che, ai fini dell’interruzione della prescrizione dei contributi, non hanno nessuna efficacia gli atti che non riguardino direttamente l’ente previdenziale.
Secondo i Giudici di legittimità, dunque, non è un idoneo atto interruttivo della prescrizione dei contributi, l’azione giudiziaria proposta dal lavoratore nei confronti del proprio datore.
Ciò, per la sentenza, sulla scorta del fatto che, anche il riconoscimento del diritto, prevede obbligatoriamente il coinvolgimento dell’ente previdenziale.
A cura di WST
