POLITICHE ATTIVE Archivi - Lavorosì https://www.lavorosi.it/tag/politiche-attive/ Associazione per lo sviluppo del lavoro Wed, 01 Apr 2026 16:18:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 https://www.lavorosi.it/wp-content/uploads/2025/11/cropped-favicon-32x32.png POLITICHE ATTIVE Archivi - Lavorosì https://www.lavorosi.it/tag/politiche-attive/ 32 32 INPS : SIISL, sperimentazione dal 1° aprile. Obblighi sospesi in attesa del decreto https://www.lavorosi.it/inps-siisl-sperimentazione-dal-1-aprile-obblighi-sospesi-in-attesa-del-decreto/ Wed, 01 Apr 2026 06:50:49 +0000 https://www.lavorosi.it/?p=57976 L’ INPS informa che sul portale SIISL è stata avviata dal 1° aprile la sperimentazione per la pubblicazione delle offerte di lavoro da parte di datori di lavoro che intendono assumere personale avvalendosi di benefici contributivi. L'Istituto nel messaggio n. 1153/2026

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Con il messaggio n. 1153/2026, l’ INPS informa che sul portale SIISL è stata avviata dal 1° aprile la sperimentazione per la pubblicazione delle offerte di lavoro da parte di datori di lavoro che intendono assumere personale avvalendosi di benefici contributivi.

Nelle more del completamento del recepimento della direttiva (UE) 2023/970, in materia di trasparenza retributiva e parità retribuiva, nonché dell‘adozione del decreto ministeriale di cui all’articolo 14, comma 5, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159,  i datori di lavoro interessati potranno pubblicare, anche successivamente all’assunzione, una vacancy coerente alla medesima assunzione incentivata. La pubblicazione, che resterà facoltativa e non obbligatoria sino all’adozione del decreto attuativo, consentirà agli utenti di familiarizzare con il nuovo strumento.

L’ adempimento, una volta entrato a regime, dovrà avvenire in via preventiva o contestuale all’assunzione e sarà obbligatorio un collegamento univoco tra offerta di lavoro e comunicazione obbligatoria. Tale collegamento sarà tracciato anche nei flussi Uniemens, attraverso l’indicazione di un codice identificativo della vacancy.

Sempre dal 1° aprile – ricorda l’ INPS – i datori di lavoro possono effettuare, sulla piattaforma, l’invio, la gestione e la consultazione delle Comunicazioni Obbligatorie UNILAV. Tale modalità sarà utilizzabile in via opzionale e alternativa rispetto alle modalità di trasmissione attraverso i canali regionali, anche successivamente all’adozione del citato decreto attuativo.

Assunzioni agevolate, salta l’obbligo di pubblicazione delle offerte di lavoro su SIISL.

 

 

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Assunzioni agevolate, salta l’obbligo di pubblicazione delle offerte di lavoro su SIISL. https://www.lavorosi.it/assunzioni-agevolate-dal-1-aprile-obbligo-di-pubblicazione-delle-offerte-di-lavoro-su-siisl/ Tue, 31 Mar 2026 13:28:21 +0000 https://www.lavorosi.it/?p=57930 A partire dal 1° aprile 2026 cambiano le regole per chi assume usufruendo di agevolazioni contributive. I datori di lavoro privati che intendono assumere nuovo personaledovranno pubblicare obbligatoriamente le posizioni di lavoro vacanti sul SIISL.

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Slitta a data da definirsi l’obbligo di pubblicazione delle posizioni vacanti sul Sistema Informativo per l’ Inclusione Sociale e Lavorativa per i datori di lavoro che intendono accedere alle agevolazioni contributive. L’adempimento, originariamente previsto a partire dal 1° aprile ai sensi dell’ art. 14 del DL n. 159/2025, è posticipato fino a nuovo avviso. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito, tramite un recente comunicato, che l’iter attuativo della disposizione non è ancora concluso. È attualmente in fase di elaborazione un decreto ministeriale, volto a definire nel dettaglio le modalità operative e i termini per il corretto assolvimento dei nuovi adempimenti.

A decorrere dal 1° aprile, attraverso il portale SIISL sarà comunque disponibile la nuova funzionalità per l’invio delle comunicazioni obbligatorie relative all’instaurazione, proroga, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro. Tale funzionalità si configurerà come un’opzione alternativa ai canali telematici tradizionali messi a disposizione dalle Regioni e dalle Province autonome. Di conseguenza, la pubblicazione delle offerte di lavoro  rimane attualmente facoltativa e la sua mancanza non pregiudica il riconoscimento degli incentivi contributivi previsti per le assunzioni agevolate. Il Dicastero ipotizza un’introduzione progressiva dell’obbligo, subordinata alla emanazione dei provvedimenti attuativi.

SIISL, quali funzioni svolge ? – Già operativo, il SIISL è la piattaforma digitale istituita dall’art. 5 del DL 48/2023 (cosiddetto “Decreto Lavoro”), convertito con modificazioni dalla Legge 85/2023. Inserito nel quadro delle iniziative di promozione delle politiche attive, il sistema mira a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e a supportare i processi di inclusione, quali l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), agevolando inoltre il reinserimento occupazionale dei percettori di NASpI e DIS-COLL.

Il SIISL agisce, dunque, come uno  strumento di raccordo informativo fra le amministrazioni coinvolte nelle politiche del lavoro, con un monitoraggio costante dei rapporti di lavoro e una gestione più coordinata ed efficace degli interventi pubblici.

L’obbligo di pubblicazione delle vacancy – Un elemento distintivo del nuovo sistema è la possibilità per il datore di lavoro di accedere agli esiti delle verifiche relative ai dati autocertificati dai lavoratori iscritti alla piattaforma. Questo consente di aumentare l’affidabilità delle informazioni utilizzate in fase di assunzione e di rafforzare la gestione corretta del rapporto di lavoro anche tramite le funzionalità estese  che consentono, dal 1° aprile, l’invio delle comunicazioni obbligatorie.

Il nuovo obbligo riguarda anche le Agenzie per il Lavoro che saranno obbligate a pubblicare tutte le ricerche di personale che gestiscono, oltre a poter utilizzare la piattaforma per individuare candidati idonei a coprire le posizioni ricercate. Quest’ ultime dovranno anche alimentare la banca dati con l’ iscrizione dei lavoratori  extracomunitari frequentanti corsi di formazione professionale nei Paesi d’origine, approvati da enti italiani o internazionali, per gli ingressi fuori quota.

L’obbligo riguarda tutti i rapporti di lavoro, ad eccezione dell’ apprendistato, e il mancato adempimento comporterà il rigetto della richiesta di agevolazione o, qualora il beneficio sia già stato fruito, il recupero delle somme percepite.

Il nuovo obbligo persegue una duplice finalità : garantire da un lato maggiore trasparenza nel mercato del lavoro, attraverso la pubblicità delle selezioni, e consentire un più efficace monitoraggio dell’impiego di risorse pubbliche.

Contenuto della pubblicazione – Prima di procedere all’assunzione con incentivo, il datore di lavoro dovrà pubblicare un’offerta che contenga i dati relativi a settore di attività, sede, qualifica, mansioni e requisiti richiesti per il profilo professionale ricercato, tipologia contrattuale, trattamento economico e termini della candidatura. L’offerta rimarrà visibile nella piattaforma e potrà essere consultata dai lavoratori iscritti e dai servizi per l’impiego.

Assunzioni interessate dall’obbligo – L’articolo 14 del DL n. 159/2025 prevede l’obbligo di pubblicazione solo per le assunzioni agevolate con benefici contributivi. In attesa delle specifiche normative e dei chiarimenti ministeriali le assunzioni sottoposte a questo nuovo obbligo sono :

  1. Incentivo occupazione giovani (Assunzione di giovani under 30 o under 35 anche nel caso delle trasformazioni).
  2. Incentivo assunzione donne svantaggiate (disoccupate da ameno 12 mesi o 6 mesi per le aree svantaggiate).
  3. Incentivo per assunzione disabili (per la percentuale del rimborso contributivo).
  4. Incentivi per percettori di ammortizzatori sociali.
  5. Incentivo per disoccupati di lunga durata iscritti al centro per l’impiego.
  6. Incentivi territoriali (es. ZES) o aree svantaggiate del Mezzogiorno.
  7. Incentivi regionali o bandi PNRR per assunzione di lavoratori svantaggiati.

Principi generali delle assunzioni agevolate – Il riconoscimento della agevolazioni resta ovviamente subordinato anche alla regolarità contributiva, come previsto all’ art. 1, comma 1175, della Legge n. 296/2006, e al rispetto dei principi generali in materia di cui all’ art. 31 del D.Lgs. n. 150/2015, ossia :

  • Contrattazione collettiva – Gli incentivi non spettano in caso di mancato rispetto dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
  • Legislazione in materia di lavoro – Per usufruire degli incentivi è necessaria l’assenza di violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Assunzioni obbligatorie – Gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva ;
  • Diritto di precedenza – Gli incentivi non spettano se l’assunzione vìola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine ;
  • Crisi o riorganizzazioni – Gli incentivi non spettano se il datore di lavoro ha in atto sospensioni dal lavoro per crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori in diverse unità produttive o inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi;
  • Licenziamenti – Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei 6 mesi precedenti anche in caso di un diverso datore di lavoro avente assetti proprietari coincidenti con quello precedente.
  • Incremento occupazionale – Ove richiesto gli incentivi spettano a condizione che venga raggiunto un incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata. Il calcolo si effettua mensilmente, confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei 12 mesi precedenti.

Attesi i chiarimenti normativi – Dal punto di vista operativo, le modalità tecniche per l’attuazione delle nuove norme saranno dettagliate da un decreto ministeriale atteso per il 30 dicembre 2025 e ad oggi non ancora pubblicato.

Oltre a definire il formato degli annunci, i contenuti minimi e i flussi informativi con l’INPS, il decreto dovrà disciplinare le tempistiche tra la pubblicazione dell’offerta e l’effettiva assunzione. Tale passaggio risulta essenziale poiché, nella prassi consolidata, l’individuazione del candidato avviene spesso attraverso canali esterni alla piattaforma SIISL.

Il timore è che il nuovo obbligo, per posizioni di fatto già assegnate, configuri un mero adempimento formale finalizzato a simulare un dinamismo del mercato del lavoro privo di reale efficacia, nonostante l’ingente impiego di risorse pubbliche.

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Gli investimenti del Pnrr nel mercato del lavoro. Stato di attuazione nel rapporto Assonime. https://www.lavorosi.it/gli-investimenti-del-pnrr-nel-mercato-del-lavoro-stato-di-attuazione-nel-rapporto-assonime/ Thu, 19 Mar 2026 13:58:18 +0000 https://www.lavorosi.it/?p=57769 Il rapporto di Assonime sul PNRR analizza 10,3 miliardi di euro di misure strategiche dedicate a lavoro e formazione tra criticità e ritardi

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Il nuovo rapporto di Assonime e Fondazione Openpolis analizza 10,3 miliardi di euro di misure strategiche e fotografa criticità e progressi nell’attuazione delle misure dedicate a lavoro, occupazione e  formazione. L’analisi si muove su un doppio binario: da un lato le misure volte a rafforzare le politiche attive per l’impiego — come il programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) e il potenziamento degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS) — dall’altro gli interventi pensati per sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro, a partire dall’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia e del tempo pieno scolastico.

Le quattro misure nel dettaglio
Il rapporto prende in esame quattro interventi del PNRR, ciascuno con un peso specifico e un orizzonte d’azione distinto. La misura di gran lunga più rilevante dal punto di vista economico è “Politiche attive del mercato del lavoro e della formazione”, che concentra 4,6 miliardi di euro — quasi la metà del totale analizzato nel report. Seguono il potenziamento degli ITS (1,5 miliardi), il Piano asili nido e scuole dell’infanzia (3,24 miliardi) e il piano per l’estensione del tempo pieno e delle mense scolastiche (960 milioni).

Lo stato di avanzamento della spesa: il caso delle politiche attive
Tra i dati più significativi emersi dall’indagine, spicca il ritardo nell’attuazione delle politiche attive per il lavoro. Al mese di ottobre 2025, su 4,6 miliardi di euro stanziati, ne erano stati effettivamente spesi poco più di 550 milioni: il 13% del totale. Un dato che solleva interrogativi concreti sulla capacità del sistema di assorbire le risorse nei tempi previsti.

La componente formativa rimane uno dei punti più critici dell’intera riforma. Il ritardo nell’erogazione della spesa rispecchia difficoltà strutturali nel raccordo tra progettazione, erogazione dei bandi e rendicontazione effettiva dei progetti.

Il nodo dei bandi: quota giovani e donne troppo spesso disattesa – Un’ulteriore criticità riguarda il rispetto delle quote di genere e generazionali nei bandi PNRR. Secondo i dati del report, il 64% dei bandi analizzati — ovvero più di 6 su 10 — non ha rispettato la quota del 30% di assunzioni riservata a giovani e donne. Una percentuale elevata, resa possibile dal ricorso a ben nove diverse motivazioni di deroga previste dall’ordinamento vigente. Il dato è particolarmente rilevante per i comuni, che nella gestione degli appalti e dei bandi collegati al PNRR sono chiamati a garantire il rispetto di tali vincoli. La diffusa applicazione delle deroghe segnala la necessità di un presidio più robusto e di strumenti di supporto tecnico agli enti locali nella fase di predisposizione degli atti.

Gli ITS e il raccordo con il mercato del lavoro – Il report analizza anche la riforma e il potenziamento degli Istituti Tecnologici Superiori, con un finanziamento di 1,5 miliardi di euro. Gli ITS rappresentano uno strumento potenzialmente strategico per colmare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze tecniche nel tessuto produttivo italiano. Il rapporto ne esamina le performance e la distribuzione territoriale, evidenziando differenze significative tra le diverse aree del paese.
Il sistema degli ITS può fungere da ponte tra formazione e mondo del lavoro, ma la distribuzione territoriale disomogenea rischia di amplificare i divari esistenti tra Nord e Sud, con ricadute dirette sui comuni delle aree meno servite.

Asili nido, tempo pieno e occupazione femminile – Due delle quattro misure analizzate riguardano i servizi educativi per l’infanzia, con implicazioni dirette sia per i minori che per l’occupazione femminile. Il “Piano asili nido e scuole dell’infanzia” (3,24 miliardi) e la misura per l’estensione del tempo pieno e delle mense scolastiche (960 milioni) sono pensate per alleggerire il carico di cura che grava prevalentemente sulle donne, favorendone la partecipazione al mercato del lavoro. Il report dedica spazio all’analisi della riduzione dei posti negli asili nido del paese, un fenomeno che rischia di vanificare gli obiettivi di espansione dell’offerta pubblica. Per i comuni, queste misure rappresentano tanto un’opportunità quanto una responsabilità gestionale: la qualità dell’attuazione locale sarà determinante per tradurre gli stanziamenti in servizi effettivamente fruibili dalle famiglie. L’espansione dei servizi educativi per la prima infanzia non è solo una misura a favore dei bambini: è una leva concreta per ridurre il gender gap occupazionale. I comuni sono gli attori chiave per l’efficacia di questa politica sul territorio.

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INPS : Integrazione NASpI per il Fondo della Provincia Trento. https://www.lavorosi.it/inps-integrazione-naspi-per-il-fondo-della-provincia-trento/ Fri, 13 Mar 2026 14:34:39 +0000 https://www.lavorosi.it/?p=57688 Integrazione NASpI e programmi formativi per la riqualificazione professionale sono le nuove prestazioni erogate dal Fondo di solidarietà della Provincia di Trento. le novità sono il frutto dell'adeguamento alla riforma degli ammortizzatori sociali.

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Crescono le tutele per i dipendenti delle aziende iscritte al Fondo territoriale intersettoriale di Trento. Il Fondo provvederà infatti ad integrare direttamente la NaSpi, potenziando il sussidio di disoccupazione con l’integrazione del suo ammontare e della durata.  La nuova misura è stata resa nota dall’INPS con il messaggio n 833/2026, che conferma inoltre lo stanziamento di risorse specifiche per sostenere i percorsi di formazione professionale.  Il potenziamento delle tutele deriva dall’adeguamento del Fondo territoriale intersettoriale della Provincia Autonoma di Trento alla Legge n. 234/2021 di riforma degli ammortizzatori sociali.

In linea con il decreto del 15 novembre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 gennaio 2024, il Fondo ha esteso a partire da gennaio 2024 sia le prestazioni ordinarie che quelle straordinarie a favore dei lavoratori delle aziende aderenti.

La prestazione integrativa della NASPI è riconosciuta  :

  • ai lavoratori privi di occupazione che hanno fruito della NASpI per l’intera sua durata, e che alla data di cessazione del rapporto di lavoro hanno compiuto 58 anni di età. A decorrere dal giorno successivo al termine del godimento della NASpI il Fondo eroga una prestazione di durata pari a un mese e di importo pari all’ultima NASpI percepita con versamento anche della contribuzione correlata;
  • ai lavoratori privi di occupazione che hanno fruito della NASpI per l’intera sua durata e che hanno lavorato con la qualifica di stagionali nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, del commercio al dettaglio, della ristorazione e degli impianti a fune per un periodo non inferiore a 26 settimane, anche non continuative, nei 12 mesi precedenti la domanda di accesso alla prestazione integrativa, e per i quali la durata della NASpI non supera i 4 mesi. Il Fondo eroga, a decorrere dal giorno successivo al termine del godimento della NASpI, una prestazione di durata pari alla differenza tra 4 mesi e la durata della NASpI e in ogni caso non superiore a un mese, e di importo pari all’ultima NASpI percepita con versamento della relativa contribuzione correlata.

Per i programmi formativi, confermata la possibilità di erogare anche contributi per il finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi provinciali, nazionali o dell’Unione europea. Tuttavia la misura è subordianta alla conclusione di una accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, con quelle territoriali a meno che l’intervento formativo da finanziare sia previsto dai contratti collettivi territoriali di tipo settoriale o intersettoriale sottoscritti da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali provinciali firmatarie dell’accordo istitutivo del Fondo.

Per entrambe le prestazioni la domanda può essere presentata a partire dal 10 marzo 2026

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Mercato del lavoro e politiche attive, in Lombardia le public policy prediligono l’occupabilità. https://www.lavorosi.it/mercato-del-lavoro-e-politiche-attive-in-lombardia-le-public-policy-prediligono-loccupabilita/ https://www.lavorosi.it/mercato-del-lavoro-e-politiche-attive-in-lombardia-le-public-policy-prediligono-loccupabilita/#respond Tue, 10 Feb 2026 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/mercato-del-lavoro-e-politiche-attive-in-lombardia-le-public-policy-prediligono-loccupabilita/ L'articolo esplora come la Lombardia stia ridefinendo le politiche attive del lavoro, enfatizzando l'occupabilità attraverso il programma GOL, che ha dimostrato un impatto significativo sul mercato del lavoro regionale.

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I recenti dati relativi al programma di politiche attive " Garanzia Occupabilità Lavortori " ( GOL ) , diffusi dalla regione Lombardia nel corso delle precedenti settimane, evidenziano un cambiamento culturale nel rapporto tra politiche pubbliche e mercato del lavoro, con una maggiore enfasi sulla occupabilità piuttosto che sulla sola tutela del reddito.

Il programma si conferma in Lombardia come uno degli strumenti più rilevanti delle politiche attive del lavoro, mostrando risultati che incidono in modo concreto sul mercato occupazionale regionale. ltre la metà dei candidati presi in carico ha infatti trovato un’occupazione al termine del percorso, un dato che evidenzia l’efficacia dell’impianto operativo e la capacità del sistema lombardo di tradurre le risorse disponibili in opportunità reali di inserimento lavorativo. Il risultato assume particolare rilievo se collocato nel contesto di un mercato segnato da forti trasformazioni strutturali, dalla crescente polarizzazione delle competenze e da un disallineamento persistente tra domanda e offerta. Il programma si rivolge a una platea ampia e articolata, che include disoccupati di lunga durata, beneficiari di ammortizzatori sociali, lavoratori fragili e persone con competenze non più coerenti con le esigenze produttive, ponendosi l’obiettivo di accompagnare ciascun profilo verso un percorso personalizzato di reinserimento o riqualificazione.

Il fatto che oltre la metà dei partecipanti abbia trovato un’occupazione segnala una capacità di risposta concreta alle esigenze di persone che rischiavano di rimanere ai margini, ma evidenzia al contempo la necessità di proseguire lungo questa direttrice per affrontare le criticità ancora presenti. Restano infatti differenze significative nei risultati a seconda delle fasce di età, dei livelli di istruzione e delle competenze possedute, così come tra territori con strutture produttive differenti.

 In questo quadro, l’esperienza lombarda viene osservata come un possibile modello di riferimento, capace di integrare risorse europee, governance regionale e coinvolgimento del tessuto imprenditoriale, contribuendo a ridisegnare in modo strutturale le politiche attive e a rafforzare la capacità del sistema di adattarsi a un mercato in continua evoluzione.

Il funzionamento del GOL in Lombardia si fonda su una presa in carico strutturata che combina orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro attraverso il coinvolgimento integrato di centri per l’impiego, operatori accreditati e imprese. L’elevata percentuale di inserimenti occupazionali è legata anche alla capacità del sistema regionale di intercettare i fabbisogni professionali delle aziende, indirizzando i candidati verso percorsi formativi mirati e spendibili nel breve periodo.

Particolare attenzione viene riservata ai settori con maggiore domanda di lavoro, come la manifattura avanzata, la logistica, i servizi alla persona, il digitale e la transizione ecologica, ambiti nei quali la carenza di profili qualificati rappresenta spesso un vincolo alla crescita. Il programma ha inoltre contribuito a rafforzare il ruolo della formazione come leva centrale delle politiche attive, superando logiche assistenziali e puntando su un modello orientato ai risultati occupazionali, sostenuto da un monitoraggio costante degli esiti e da una progressiva calibrazione degli interventi in base all’efficacia riscontrata.

L’attuazione del programma GOL in Lombardia dimostra come l’integrazione sinergica tra monitoraggio dei dati, formazione specialistica e collaborazione pubblico-privato possa trasformare le politiche attive da semplici misure di sostegno a veri motori di crescita economica. Sebbene permangano sfide legate all’eterogeneità dei profili e dei territori, tanto più su scala extra regionale, i risultati finora conseguiti confermano la validità di un approccio basato sulla personalizzazione dei percorsi e sulla rapidità di risposta ai segnali del mercato.

Consolidare questo modello, ed estenderlo su scala nazionale, significherà non solo garantire una maggiore resilienza del sistema produttivo regionale, ma soprattutto offrire ai lavoratori strumenti concreti per navigare con consapevolezza e competenza le complessità di un mercato del lavoro in perenne mutamento.   

Lavoro sì

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Min. Lavoro : Politiche attive, supporto all’ inserimento e permanenza al lavoro dei malati oncologici. https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-supporto-all-inserimento-e-permanenza-al-lavoro-dei-malati-oncolo/ https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-supporto-all-inserimento-e-permanenza-al-lavoro-dei-malati-oncolo/#respond Wed, 21 Jan 2026 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-supporto-all-inserimento-e-permanenza-al-lavoro-dei-malati-oncolo/ Il Ministero del Lavoro ha definito modalità di accesso a politiche attive per l'inserimento lavorativo di malati oncologici, garantendo tutele e supporti economici.

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Con il decreto interministeriale n. 4/2026 ,  il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha definito le modalità di accesso a percorsi di politiche attive dedicati alle persone che sono state affette da patologie oncologiche.

Dopo la Legge 18 luglio 2025, n. 106, che ha introdotto nuovi congedi e permessi per i lavoratori affetti da malattie gravi, arriva il decreto attuativo dell’ art. 4, comma 2, della Legge 7 dicembre 2023, n. 193 recante disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche, si tratta della Legge sull’  oblio oncologico che riconosce tutele connesse non solo al rapporto di lavoro.

 Attraverso l’assimilazione dei malati ai soggetti in condizione di fragilità  alle  persone dichiarate guarite dal cancro e coloro che, pur in assenza di evidenza attuale di malattia, sono sottoposti a trattamenti prolungati o a periodi di follow up, viene garantito l’accesso a : 

·       Percorsi di politiche attive connessi al programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori. Si tratta del programma finanziato dal PNRR nel quale è previsto uno specifico percorso di orientamento per lavoratori fragili e vulnerabili ;

·       Assegno di Inclusione (ADI), misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale condizionata ad un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa rivolta ai nuclei familiari con componenti fragili, ai sensi dell’articolo 2 del D.L. n. 48/2023 (DL lavoro) ;

·       Supporto per la formazione e il lavoro, misura di attivazione al lavoro, mediante la partecipazione a progetti di formazione, qualificazione e riqualificazione, di orientamento, e di accompagnamento al lavoro per persone occupabili, di età compresa tra i 18 e i 59 anni, non rientranti nell’ Assegno di Inclusione ;

·       Fondo Nuove Competenze, accesso facilitato per i datori di lavoro che vorranno stipulare accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro destinati a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori finanziati ai sensi dell’ art. 88 del DL n. 34/2020.

Oltre a queste agevolazioni, i soggetti interessati hanno diritto agli “ accomodamenti ragionevoli “, di cui all’art. 17, c. 1 del D.Lgs. n. 62/2024, che consistono nelle modifiche e adattamenti necessari e appropriati, che non impongono un onere sproporzionato o eccessivo, da adottare su richiesta della persona disabile o in condizione di fragilità, per favorire il rientro o la permanenza al lavoro, attraverso un integrazione del documento di valutazione dei rischi in accordo con il medico competente.

Fonte: Min. Lavoro

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Min. Lavoro : Politiche attive, nuove risorse e obbiettivi per il programma GOL https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-nuove-risorse-e-obbiettivi-per-il-programma-gol/ https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-nuove-risorse-e-obbiettivi-per-il-programma-gol/#respond Thu, 15 Jan 2026 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/min-lavoro-politiche-attive-nuove-risorse-e-obbiettivi-per-il-programma-gol/ Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto che assegna risorse del PNRR per il programma GOL, destinato a politiche attive e formazione dei lavoratori.

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Con la pubblicazione in Gazzeta Ufficiale del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 dicembre 2025, recante "Modalità di riparto delle risorse del PNRR per le annualità 2024, 2025 e 2026 e destinate all’intervento M5C1 1.1 Politiche attive del lavoro e formazione, nell’ambito del Programma nazionale per la Garanzia occupabilità dei lavoratori (GOL)", il Ministero ha dato indicazione delle risorse attribuite alle singole Regioni e Province Autonome per l’attuazione degli interventi PNRR riferiti al Programma GOL.

Il provvedimento prevede l’assegnazione di 1.899.694.522,49 euro per l’annualità 2024 e 2025 e 362.744.359,87 euro per l’annualità 2026. Le risorse verranno utilizzate per finanziare soprattutto i percorsi di politica attiva dei lavoratori disoccupati.

Il decreto di riparto è conseguente al raggiungimento da parte dell’Italia dei target concordati con la Commissione Europea al 31 dicembre 2025, dettagliati nell’Allegato A del decreto ministeriale. Il nuovo target da conseguire al 30 giugno 2026 è pari, complessivamente, a 200mila persone "formate".

Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto, avvenuta il 13 gennaio, Regioni e Province autonome devono aggiornare il quadro finanziario dei propri Piani regionali di attuazione (Par) da sottoporre a valutazione di coerenza da parte del ministero del Lavoro che ha quindici giorni dal ricevimento della bozza per esprimersi.

Fonte: Min. Lavoro 

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Fondo nuove competenze al via la III° edizione. Stanziati 125 milioni di euro per la formazione finanziata. https://www.lavorosi.it/fondo-nuove-competenze-al-via-la-iii-edizione-stanziati-125-milioni-di-euro-per-la-formazione-fin/ https://www.lavorosi.it/fondo-nuove-competenze-al-via-la-iii-edizione-stanziati-125-milioni-di-euro-per-la-formazione-fin/#respond Mon, 12 Jan 2026 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/fondo-nuove-competenze-al-via-la-iii-edizione-stanziati-125-milioni-di-euro-per-la-formazione-fin/ Il Fondo Nuove Competenze 3 riceve 125 milioni di euro per la formazione finanziata, ampliando il supporto alle imprese per le competenze digitali ed ecologiche.

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Fondo nuove competenze al via la III° edizione. Stanziati 125 milioni di euro per la formazione finanziata.













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Fondo nuove competenze al via la III° edizione. Stanziati 125 milioni di euro per la formazione finanziata.





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Il Fondo Nuove Competenze 3 si arricchisce di altri 125 milioni di euro. Con un comunicato stampa sul proprio portale istituzionale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fa sapere che a breve verranno stanziate nuove risorse per la terza edizione.

Si amplia quindi nuovamente e in modo significativo la platea delle imprese che potranno beneficiare della formazione finanziata a sostegno delle competenze dei lavoratori nel digitale e nelle transizioni ecologiche.

La dotazione della terza edizione del Fondo Nuove Competenze sale a un miliardo e 150 milioni di euro, confermando un investimento senza precedenti sulle competenze e contribuendo a ridurre il divario dell’Italia rispetto alla media europea in materia di formazione aziendale.

Con le nuove risorse sarà possibile lo scorrimento ulteriore della graduatoria già esistente e arrivare quasi al suo completo esaurimento, includendo progetti valutati positivamente ma non ammissibili al finanziamento per mancanza di risorse.

L’ulteriore stanziamento è stato disposto a valere sulle risorse attribuite al Programma GOL dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, in risposta alle esigenze espresse dalle aziende e al forte dinamismo della domanda di formazione da parte del sistema produttivo italiano.

Fonte: Min. lavoro














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Min. Lavoro : Fondoformazione, è operativo il nuovo fondo interprofessionale per la formazione continua. https://www.lavorosi.it/min-lavoro-fondoformazione-e-operativo-il-nuovo-fondo-interprofessionale-per-la-formazione-cont/ https://www.lavorosi.it/min-lavoro-fondoformazione-e-operativo-il-nuovo-fondo-interprofessionale-per-la-formazione-cont/#respond Tue, 09 Dec 2025 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/min-lavoro-fondoformazione-e-operativo-il-nuovo-fondo-interprofessionale-per-la-formazione-cont/ Il Ministero del Lavoro ha ufficialmente autorizzato Fondoformazione, un nuovo fondo interprofessionale per la formazione continua, mirato a sostenere imprese e lavoratori attraverso iniziative formative concordate.

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Con il decreto del 20 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha riconosciuto la personalità giuridica e ha autorizzato ufficialmente il Fondo paritetico interprofessionale nazionale Fondoformazione per i lavoratori dipendenti delle imprese che applicano i CCNL sottoscritti da Conflavoro PMI e CONF.S.A.L., sigle fondatrici del Fondo attraverso l’Accordo interconfederale del 27 aprile 2023.

l nuovo Fondo è stato istituito con l’obiettivo primario di rafforzare il sistema della formazione continua, fornendo sostegno concreto sia alle imprese che ai lavoratori in un contesto economico e produttivo caratterizzato da una costante e rapida trasformazione.

Il decreto istitutivo attesta inoltre il possesso del requisito della "maggiore rappresentatività sul piano nazionale" da parte delle organizzazioni che hanno costituito il Fondo. Come previsto dall’articolo 118 della legge n. 388/2000, questa condizione è fondamentale ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione all’operatività, e conferma il ruolo di riferimento svolto dalle parti sociali coinvolte nel processo.

Con l’autorizzazione ottenuta, Fondoformazione è ora abilitato a finanziare una vasta gamma di iniziative formative: piani aziendali, territoriali, settoriali e individuali, purché siano concordati tra le parti sociali. Il Fondo può altresì finanziare le iniziative propedeutiche direttamente connesse agli interventi formativi principali. Le risorse finanziarie saranno impiegate per sostenere programmi di aggiornamento professionale e reskilling (riqualificazione) dei lavoratori, contribuendo così a migliorare la competitività delle imprese e a promuovere percorsi strutturati di crescita professionale. 

Fonte: Min. Lavoro

 

 

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INPS – Mess. n. 3404 del 12.11.2025 : Fondo Nuove Competenze, istruzioni per l’erogazione degli interventi https://www.lavorosi.it/inps-mess-n-3404-del-12112025-fondo-nuove-competenze-istruzioni-per-lerogazione-degli/ https://www.lavorosi.it/inps-mess-n-3404-del-12112025-fondo-nuove-competenze-istruzioni-per-lerogazione-degli/#respond Thu, 13 Nov 2025 23:00:00 +0000 https://www.lavorosi.it/inps-mess-n-3404-del-12112025-fondo-nuove-competenze-istruzioni-per-lerogazione-degli/ L'INPS ha pubblicato il messaggio n. 3404 del 12.11.2025 con istruzioni operative per l'erogazione degli interventi del Fondo Nuove Competenze.

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logo INPS

Con il mess. n. 3404 del 12.11.2025 , l’ INPS fornisce istruzioni sull’operatività della Convenzione sottoscritta con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’erogazione degli interventi a carico del Fondo Nuove Competenze – Competenze per le innovazioni.

In particolare, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali trasferisce in via preventiva all’Istituto le somme destinate al finanziamento del contributo e, dopo avere individuato i soggetti destinatari dei benefici, inoltra al medesimo la richiesta di erogazione del beneficio.

Di conseguenza, l’Istituto provvede all’emissione del pagamento sulla base dei dati trasmessi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza svolgere ulteriori verifiche, se non quella relativa alla corrispondenza della titolarità dei conti correnti indicati nel flusso di pagamento.

Spetta, infatti, al Dicastero la valutazione delle istanze e la verifica della sussistenza dei requisiti previsti dall’Avviso, tra i quali figura anche la regolarità contributiva.

Se i controlli danno esito positivo,  il Ministero del Lavoro invia all’Inps un file contenente i codici fiscali dei lavoratori coinvolti nei percorsi formativi. A sua volta l’Inps elabora la richiesta e restituisce due file di risposta (uno per i lavoratori agricoli e uno per i non agricoli) contenenti gli elementi retributivi e contributivi necessari (ad esempio, retribuzione teorica mensile, aliquote, sgravi) affinché il Ministero possa calcolare autonomamente il costo del lavoro secondo gli algoritmi forniti.

Ai fini del calcolo del costo orario retributivo viene considerata la retribuzione teorica mensile comunicata dal datore di lavoro all’Inps e riferita al mese di approvazione dell’istanza al Fondo o al mese di inizio formazione, esclusa le mensilità supplementari della tredicesima e quattordicesima. Escluse anche altre voci retributive come Tfr, premi di produzione, straordinari, ferie e festività non godute e arretrati. Il riferimento è il tempo lavorativo annuo standard adottato in sede comunitaria pari a 1.720.

Fonte : INPS

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