Con il decreto interministeriale n. 3795 del 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze stabiliscono, sulla base dei dati ISTAT relativi alla media annua, i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna, ai fini dell'applicazione degli incentivi all'assunzione destinati alle donne svantaggiate previsti dall’articolo 4, comma 11, della legge n. 92/2012.
La disciplina si inserisce nel solco del Regolamento (UE) n. 651/2014, che qualifica come “lavoratori svantaggiati” anche coloro che appartengono al genere sottorappresentato in settori o professioni con forte squilibrio di genere.
In particolare, per il 2026 l’assunzione di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, effettuata in uno dei settori o delle professioni elencate, consente l’accesso agli incentivi contributivi previsti dalla legge n. 92/2012 nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabilite dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.
L’individuazione dei settori e delle professioni avviene annualmente sulla base di tabelle elaborate dall’ ISTAT sulla base dei dati occupazionali. Per il 2026, la disparità media nazionale è stata calcolata nel 9,3%; la soglia oltre la quale scatta la rilevanza ai fini degli incentivi è pari all’11,6%.
La Tabella A allegata al decreto individua i settori economici nei quali la presenza maschile è nettamente prevalente. Tra quelli con i valori più elevati di disparità si segnalano:
- Costruzioni: tasso di disparità pari all’80,2%, con una presenza femminile inferiore al 10%;
- Industria estrattiva: disparità del 72,4%;
- Acqua e gestione dei rifiuti: disparità del 65,7%;
- Trasporto e magazzinaggio: disparità del 56,4%;
- Agricoltura: disparità del 49,8%;
- Industria manifatturiera e industria energetica, entrambe con valori superiori al 40%.
Ancora più marcate risultano le differenze analizzando i dati per professioni, riportati nella Tabella B del decreto. Ai primi posti per disparità di genere figurano:
- Artigiani e operai metalmeccanici specializzati, con un tasso del 96%;
- Operai dell’edilizia e dell’industria estrattiva, con valori superiori al 95%;
- Conduttori di veicoli e macchinari mobili, con una disparità del 94%;
- Personale delle Forze armate (ufficiali, sottufficiali e truppa), con percentuali comprese tra l’87% e il 92%;
- Professioni qualificate nei servizi di sicurezza e conduttori di impianti industriali, entrambe oltre il 65%.
