Il Parlamento dell’ Unione europea punta l’ attenzione sul tema degli appalti con specifico riguardo alle catene lunghe di subappalti.
Il 12 febbraio scorso il Parlamento ha adottato la risoluzione 2025/2133 motivata dalla volontà di affrontare, almeno sulla carta, le criticità connesse all’ esternalizzazione di opere o servizi.
La risoluzione di per sé non modifica il diritto dell’ Unione, ma obbliga la Commissione a rispondere entro tre mesi, aprendo potenzialmente la strada a proposte legislative a tutela delle condizioni di lavoro e trasparenza sulle condizioni di impiego nei rapporti in sub appalto, compresi possibili meccanismi di responsabilità solidale estesi a tutta la catena.
La risoluzione, frutto della mediazione tra sindacati e organizzazioni datoriali, riconosce il subappalto come una pratica economica consolidata, avvertendo che norme eccessivamente rigide potrebbero appesantire le imprese e frammentare le catene di fornitura. Al contempo, il testo evidenzia come eventuali lacune normative rischino di esporre i lavoratori a forti vulnerabilità, specialmente nei contesti transfrontalieri e in comparti strategici quali trasporti, logistica, edilizia, energia e sanità.
La stessa risoluzione ammonisce che le misure devono essere bilanciate con la necessità di tutelare anche le PMI operanti in settori a basso rischio, dove non c’è necessità di limitare le catene di subappalto.
La palla passa ora alla Commissione che dovrà valutare l’ipotesi di intervento, con un delicato equilibrio tra competitività, semplificazione degli oneri amministrativi e innalzamento dei livelli di protezione dei lavoratori.
WST
