Il panorama del welfare italiano si appresta ad un mutamento strutturale e radicale. E’ da molto tempo che si parla di un modello di welfare integrato, capace di far dialogare previdenza complementare e sanità integrativa, ed ora l’ambizione teorica sta diventando realtà. L’ ennesimo decreto per l’attuazione del PNRR prevede al suo interno una disposizione di grande impatto e rilievo per i fondi di assistenza sanitaria integrativa, in quanto introduce importanti norme per la regolamentazione, la trasparenza, l’efficienza e la vigilanza del loro funzionamento, creando un impianto sinergico con la previdenza complementare.
La novità emerge dal Consiglio dei Ministri del 29 gennaio in occasione del quale è stato approvato il Decreto PNRR recante ulteriori disposizioni per l’attuazione del PNRR e delle politiche di coesione con una generale revisione di oltre 400 adempimenti amministrativi a carico di cittadini, famiglie e imprese.
In attesa della bollinatura della Ragioneria di Stato dopo le dovute verifiche contabili e del testo definitivo, le indiscrezioni sul Decreto Legge, di cui si allega la bozza, parlano dell’ inserimento, in previsione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, di una norma di impatto sistemico: all’ art. 29 è prevista l'estensione della vigilanza COVIP ai fondi sanitari.
L'intervento legislativo, pur avendo assunto i connotati di un'iniziativa inaspettata — come testimoniato dallo stupore delle parti sociali — risponde alle istanze caldeggiate da diversi esperti di diritto previdenziale a partire dall’ attuale presidente della COVIP Mario Pepe ( Relazione annuale Covip, 23 giugno 2025 )
Tale provvedimento introduce nel comparto della sanità integrativa elementi di governance e pilastri regolatori sinora inediti nel quadro normativo di riferimento.
La COVIP vigilerà anche sui fondi sanitari ( art. 29, commi da 4 a 6 e 10 ) - In analogia con quanto avviene per i fondi pensione della previdenza complementare, la Commissione eserciterà la vigilanza su :
- fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale, istituiti ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs. n. 502/1992;
- enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusiva finalità assistenziale, di cui all’art. 51, c. 2, lett. a), del D.P.R. n. 917/1986;
- forme di assistenza sanitaria e sociosanitaria integrativa o complementare, comunque istituite, anche di natura contrattuale, collettiva o individuale; [comma 5]
Il decreto prevede l’istituzione di un albo dei fondi sanitari e socio-sanitari tenuto dalla COVIP, chiamata a disciplinarne le modalità di iscrizione, permanenza e cancellazione. Sempre alla Commissione spetterà :
- Approvare e vigilare su statuti, regolamenti, fonti istitutive, modelli organizzativi e sistemi di governo societario ;
- Esercitare il controllo sulla gestione finanziaria, patrimoniale e tecnico-assicurativa, compresa la verifica della sostenibilità in funzione della natura delle prestazioni erogate e dei rischi effettivamente assunti;
- Procedure e modalità operative di riconoscimento , erogazione e liquidazione delle prestazioni in favore degli iscritti; [comma 6]
Per lo svolgimento di tali attività, il decreto introduce un contributo a carico dei fondi sanitari in favore della COVIP pari al 0,2 per mille del totale delle risorse destinate alle prestazioni mentre riduce dallo 0,5 al 0,1 per mille del totale delle risorse destinate alle prestazioni quello dovuto dai fondi di previdenza complementare [comma 10 e 3 ].
Impatti e scenari futuri – L’integrazione tra previdenza e sanità integrativa non rappresenta solamente una scelta gestionale, ma una risposta al crescente interesse alla sanità integrativa come componente di un più ampio modello di welfare integrato.
Di fatto, soprattutto per i fondi pensione e sanitari che nascono dalla contrattazione collettiva, l’integrazione consentirebbe una migliore distribuzione delle risorse messe a disposizione dal mondo produttivo e una razionalizzazione nelle prestazioni erogate.
A ciò è essenziale una riorganizzazione del sistema dei controlli, in grado di assicurare una gestione sana e prudente e adeguati standard di correttezza e trasparenza, in analogia a quanto oggi avviene per la previdenza complementare.
In conclusione, sebbene il provvedimento non sia scaturito da un tavolo tecnico con le parti sociali, il risultato finale potrebbe accelerare la nascita di quel welfare moderno e integrato di cui il Paese ha bisogno, a patto che il passaggio verso il nuovo regime sia accompagnato da un dialogo costruttivo tra autorità e attori del settore.
Se da un lato una maggiore regolamentazione del settore è un passo auspicabile per aumentare la fiducia dei sottoscrittori e la trasparenza del mercato, dall'altro l'impatto di tali norme si preannuncia molto profondo. L'innalzamento degli standard richiesti e la complessità degli adempimenti amministrativi e finanziari spingerà con ogni probabilità il settore verso una fase di concentrazione, dove i fondi più piccoli o meno strutturati potrebbero trovarsi costretti a fusioni o accorpamenti per sostenere i nuovi costi della vigilanza e i rigorosi requisiti di governance.
a cura di WST Law & Tax
