Stampa

Neo-residenti e impatriati. L’ Agenzia delle Entrate apre al cumulo dalle agevolazioni dal 1° gennaio 2024.


icona

L’ Agenzia delle Entrate apre al cumulo del nuovo regime degli impatriati con quello previsto per i neo-residenti. Con una risposta a interpello non pubblicata, ma risalente al 19 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate sembra aver superato l’orientamento precedentemente adottato, riconoscendo la possibilità di applicare congiuntamente i due regimi preso atto dell’assenza di un espresso divieto.

Nell’ esprimere il proprio parere, l’ Agenzia delle Entrate ha evidenziato come l’art. 1, co. 154, della L. 11 dicembre 2016, n. 232,  nel prevedere l’esclusione della cumulabilità del regime dei neo-residenti con i regimi agevolativi riservati ai docenti e ricercatori e ai lavoratori impatriati,  faccia espresso riferimento alla disciplina previgente degli impatriati di cui all’art. 16 del D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, la quale è stata successivamente abrogata dall’art. 5, co. 9, del D. Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209.

In considerazione dell’avvenuta abrogazione, e dell’assenza di una disposizione che estenda in modo esplicito il divieto di cumulo al nuovo regime degli impatriati introdotto dall’art. 5 del D. Lgs. n. 209/2023, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il regime di imposizione sostitutiva sui redditi prodotti all’estero di cui all’art. 24-bis del TUIR e il nuovo regime degli impatriati possano trovare applicazione in modo contestuale, visto che i due regimi presentano ambiti applicativi distinti e diverse finalità, tali da consentirne un utilizzo coordinato.

Nel caso di specie, il cumulo è stato consentito in quanto ciascun regime agevolativo opera su autonome categorie di reddito evitando, pertanto, possibili duplicazioni di beneficio sulla medesima base imponibile.

Il parere si colloca, peraltro, in un contesto normativo in costante evoluzione, caratterizzato da un progressivo innalzamento dell’onere economico connesso all’accesso al regime dei neo-residenti. In tale quadro, la legge di Bilancio 2026 ha recentemente disposto l’aumento dell’imposta sostitutiva da 200.000 a 300.000 euro annui per i soggetti che acquisiscono la residenza civilistica in Italia a decorrere dal 1° gennaio 2026, incidendo in modo significativo sull’attrattività complessiva del regime.  

WST Law & Tax