In Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23.12.2025 Suppl. Ordinario n. 40, viene pubblicato il comunicato con cui l’Agenzia delle entrate ha reso note le tabelle elaborate dall’Automobile Club d’Italia per il 2026, utili per la determinazione del fringe benefits ossia della retribuzione in natura che deriva dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono destinati ad uso promiscuo per esigenze di lavoro e per esigenze private, ai sensi dell’art. 51, comma 4, lett. a) del TUIR.
L’ACI elabora due tipologie di tabelle:
- le tabelle che riportano i costi chilometrici di esercizio correlati all’effettuazione di trasferte per conto dell’azienda con impiego dell’auto propria da parte del dipendente o collaboratore;
- le tabelle contenenti i fringe benefits imponibili in capo al dipendente o collaboratore, al quale l’azienda concede il veicolo aziendale in uso promiscuo (aziendale e privato).
Le prime vengono pubblicate dall’ACI due volte l’anno (all’incirca a marzo e a settembre), mentre le seconde sono pubblicate una volta l’anno entro il 31/12.
Le regole per l'individuazione del valore del benefit (convenzionale o normale), in vigore dal 2025, sono state disposte, a seguito della modifica operata sull’ art. 5, c. 4, lett. a), del DPR 917/1986), dall'art. 1, c. 48, della L. 207/2024 (legge di bilancio 2025) e dal comma 48-bis inserito dal D.L. 19/2025, art. 6, c. 2.bis (L. 60/2025) che ne ha regolamentato il regime transitorio. Inoltre, si segnalano anche gli interventi effettuati dell'A.E. con la circ. 10 del 3.07.2025 e con le risposte 233/2025 e 237/2025.
Le tabelle 2026 evidenziano una diminuzione del costo chilometrico dei veicoli attualmente in produzione, mentre aumenta quello dei modelli fuori produzione a gasolio ed elettrificati (elettrici e plug-in). Per questi ultimi, i costi chilometrici registrano incrementi rispettivamente dello 0,8% e dell’1,7 per cento.
L’aumento è dovuto principalmente all’adeguamento del costo lordo delle tariffe medie delle ricariche elettriche ai prezzi effettivamente sostenuti dall’utente, mentre, al contrario, i modelli in produzione evidenziano riduzioni che raggiungono il –1,7% per le autovetture ibride a benzina.
Fonte : Agenzia delle Entrate
