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Il Congedo di Paternità nella legge di bilancio 2021


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La legge di bilancio 2021 – nella versione già approvata alla Camera ed in fase di approvazione al Senato – apporta diverse novità in materia giuslavoristica, tra cui anche una revisione del congedo di paternità.

Detto istituto è stato introdotto dall'art. 4, comma 24, lettera a), della L. 92/2012, al fine – da un lato – di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia e – dall’altro – di favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro (sul punto si veda: ISTAT – I dati sulla conciliazione vita lavoro).
In particolare, originariamente, la c.d. legge Fornero aveva introdotto tale misura in via sperimentale per gli anni 2013-2015, prevedendo per il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, l’astensione dal lavoro, obbligatoria per un periodo di un giorno e facoltativa - previo accordo con la madre ed in sua sostituzione - per un ulteriore periodo di due giorni.

La sperimentazione del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è stata prorogata, dapprima, dall'art. 1, comma 205, della L. 208/2015 – che ha esteso la misura anche all’anno 2016 – e, successivamente, dall'art. 1, comma 354, della L. 232/2016, che (nella versione modificata, in primis, dall'art. 1, comma 278, della L. 145/2018 e, poi, dall'art. 1, comma 342, della L. 160/2019) ne ha previsto la fruibilità per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020 (sul punto si veda: INPS – Mess n. 679 del 21.02.2020 : Proroga del Congedo di paternità).
Quest’ultima norma – a fronte dell’esito positivo della sperimentazione – ha esteso anche la durata del congedo obbligatorio di paternità, portandola a due giorni per l'anno 2017, a quattro giorni per l'anno 2018, a cinque giorni per l'anno 2019 ed a sette giorni per l'anno 2020.
Parallelamente ha, invece, ridotto la durata dell’ulteriore periodo di astensione facoltativa – da concordare sempre con la madre – da due giorni ad un giorno.

In questo quadro si inserisce la legge di bilancio 2021, che - all’art. 1, comma 363 (mediante una modifica del predetto art. 1, comma 354, della L. 232/2016) - proroga il congedo obbligatorio di paternità anche per l’anno 2021, prevedendone una maggiore durata pari a dieci giorni, fruibili dal padre lavoratore dipendente in maniera non continuativa.

Detta misura risulta attuativa della recente Direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 - relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori - che, abrogando la precedente Direttiva 2010/18/UE, stabilisce una disposizione minima europea che prevede 10 giorni di congedo di paternità dopo la nascita di un figlio, da retribuirsi al pari del congedo per malattia.
In particolare, la citata Direttiva, all’art. 4, dispone che gli Stati membri adottino le misure necessarie a garantire che il padre lavoratore abbia diritto al predetto congedo da fruire in occasione della nascita di un figlio.

Concludendo, si rileva che l’intervento legislativo in esame si inserisce all’interno del quadro normativo volto alla tutela della conciliazione vita-lavoro, cui il Governo Italiano aveva dato avvio mediante il c.d. Family Act (Disegno di Legge "Misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia", approvato lo scorso 11 giugno dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali).
In particolare, il predetto DDL delega il Governo ad adottare una serie di decreti legislativi che - agendo su più interventi (trasferimenti monetari, flessibilità lavorativa e servizi) - hanno gli obiettivi dichiarati di sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro.

Avv. Matteo Farnetani - Fieldfisher